Smettere di Lavorare: attenzione alle trappole

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Smettere di lavorare è un dramma.

Nessuno potrebbe essere veramente felice per aver smesso di lavorare.

Smettere di lavorare vuol dire rinunciare ad uno dei mezzi più nobili per la ricerca di sé stesso.

Il lavoro è questo strumento e smettere di lavorare vorrebbe dire rinunciarci.

Su internet la parola “smettere di lavorare” è molto ricercata ed è per questo che in questo articolo ti voglio dire la mia sull’argomento “smettere di lavorare”.

Sul web molti finti guru hanno cavalcato l’onda della moda di smettere di lavorare.

Poi però accade che questi guru si svelano per quelli che sono veramente.

Questo articolo ti racconta di questi finti guru. Questo vuol dire metterti in guardia da promesse facili se stai cercando di smettere di lavorare.

Smettere di lavorare è lecito ma guardati dai finti guru

smettere di lavorareSe sei ossessionato da questo pensiero fisso di smettere di lavorare può essere un segno di disarmonia.

Nelle sessioni di guarigione finanziaria possiamo analizzare questa situazione che stai vivendo.

Questo lavoro porta di solito ad individuare credenze disfunzionali o traumi che hanno contribuito a questa visione del mondo.

Questi programmi sono gli stessi che creano in te frustrazioni, ansie, paure e demotivazione.

Questo articolo prende il posto di un precedente articolo scritto da un noto formatore di cui non voglio dire il nome perchè altrimenti lo “sputtanerei” e non poco e non è giusto farlo.

Siccome il suo nome inizia con la C chiameremo questo soggetto Cosetto poichè è il nome che si merita.

Questo soggetto al tempo scrisse un articolo su Tradingfurbo.net per promuoversi e io glielo concessi: l’articolo era incentrato sul tema “smettere di lavorare“.

Recentemente ho proposto a Cosetto una collaborazione ed ero certo che mi avrebbe risposto affermativamente in nome della “vecchia amicizia” e per ricambiare il “vecchio favore” che gli avevo fatto mesi prima.

Cosetto inizialmente mi rispose che era felice di collaborare e invece di ricordarsi del “vecchio favore” da me fatto, ne approfitta subito per farmi una controproposta: fino a qui niente di male.

False promesse per chi vuole smettere di lavorare

Io ho accettato e quindi ho chiesto a Cosetto i dettagli della sua mailing list, per avere una idea più precisa di quello che andavo a fare: si fa così nel business, quantificare è la prima regola, poichè se non si quantifica non si misura e se non misura non si ha una idea dei risultati ottenuti grazie alla propria operatività.

Lui mi risponde con il silenzio: cioè dal momento in cui ho chiesto dettagli quantitativi (e non qualitativi poichè questo era il secondo passo che avrei fatto) mi risponde con il silenzio.

Dopo mesi di silenzio mi capita a portata di Mouse su Facebook e salutandolo chiedo spiegazioni del suo silenzio. Volevo esordire con un “Ciao Cosetto, hai forse smesso di lavorare?” poichè “Smettere di Lavorare” era proprio il titolo del post che aveva scritto per me.

Invece ho scritto chiedendo spiegazioni e specificando che il suo non mi sembrava essere stato un comportamento corretto.

Mi ha risposto con questo messaggio (te lo posto in originale): “Ciao Michele Russo, a me invece sorprende il fatto che tu parli di numeri e non di rapporti umani. La cosa mi ha infastidito e non poco, perché io non valuto in base alla “lista”, ma in base ai contenuti dei professionisti con cui collaboro. Poi dimmi tu se ho percepito male la tua richiesta.”.

Ho risposto in questo modo: “Questa è una grande cazzata, nel business si parla di numeri e di rapporti umani … e comunque si vede che tieni ai rapporti umani infatti li curi parecchio con il dialogo e il chiarimento degli eventuali equivoci … spero che queste cose non le insegni nel tuo coach intitolato “Cazzatine di Cosetto”.

Puoi smettere di lavorare solo dopo che hai lavorato per creare rendite

smettere di lavorareAllora dal momento che il suo post sullo “Smettere di Lavorare” l’ho “eraso” come è giusto fare (l’ho eliminato senza neanche rileggerlo poichè non c’era bisgono di farlo visto il comportamento tenuto dall’autore) oggi ti scriverò cosa penso io dell’argomento Smettere di Lavorare.

Smettere di lavorare? Se si intende con la parola “Smettere di Lavorare” lo smettere di dedicarsi a qualcosa che non ci piace per il solo scopo di guadagnarci quei quattro soldi che ci permettono di arrivare a malapena a fine mese, ti rispondo che è meglio smettere di lavorare subito.

Ma se lavorare significa dedicarsi a quello che ci piace e nel farlo, riuscire a farsi pagare profumatamente

… allora ti dico che non bisognerebbe mai smettere di lavorare, anzi bisognerebbe reinvestire continuamente i propri guadagni sulla propria attività per continuare a divertirsi e per guadagnare sempre di più con quello che ci piace.

E nel farlo offrire una soddisfazione e un servizio sempre migliore ai nostri clienti.

Quindi caro Cosetto è questo il succo dello smettere di lavorare: Mai smettere di lavorare, poichè il lavoro nobilità l’uomo nel senso che permette all’uomo di conoscere profondamente il suo intimo e questo grazie anche ai risultati prodotti dal proprio lavoro.

Risultati che si misurano in termini di ricchezza creata per noi e per il prossimo.

Bisogna sempre monitorare la quantità e la qualità dei propri risultati.

Lettera al finto guru dello smettere di lavorare

smettere di lavorareCiao Caro Cosetto e ti auguro di non smettere mai di lavorare.

Scusami se mi sono irritato con Te ma quando mi si toccano certi tasti riesco poche volte a contenermi: forse potevo essere meno duro con Te ma credo che non ci si incontra per caso in questo Universo.

Perdono te per come mi hai trattato e se ci riesci perdonami anche tu per lo sfogo costruttivo che ho avuto con te.

Ti voglio bene poichè sei lo specchio di una mia parte. Ti ringrazio di avermela fatta vedere in te in modo che io ci possa lavorare un po. Lo farò dopo essermi reso consapevole di questo mio limite.

Mi dispiace per aver eliminato il tuo articolo. Ti auguro di guadagnare grazie al tuo essere rinnovato tantissimi spazi migliori di questo per farti conoscere per quello che veramente sei.

In bocca al lupo.

Michele Russo

p.s.: scusa se ti ho chiamato Cosetto ma il tuo comportamento è descritto bene da questo nome.

p.s.2: ricordati che le persone non sono i propri comportamenti. Quindi cerca di fare una autoanalisi di quello che è successo. Questa analisi ti potrebbe essere utile (farò anche io lo stesso!).

p.s.3: sappi che la storia descritta in questo articolo è una storia di fantasia ed ogni riferimento a fatti accaduti veramente è puramente casuale.

p.s.4: Ho voluto scrivere questa storia perchè ritengo che contenga degli insegnamenti per tutti .


9 opinioni riguardo a “Smettere di Lavorare: attenzione alle trappole

  1. Ciao, Michele…
    vorrei anch'io dire la mia..
    lo faccio, sperando di lasciare qualche nota utile…..
    Intanto, devo dire che purtroppo trovo sempre più conferma al principio che chi fa da sè……
    Ora ti voglio raccontare talune esperienze, senza fare nomi e cognomi, anche perchè si tratta di personaggi piuttosto famosi, e con i quali pure tu hai avuto a che fare……..
    Ora, non so chi sia questo cosetto….,ma mi ricorda i comportamenti di qualcuno……
    Ma prima una precisazione…io credo che la prima cosa sia essere corretti verso gli altri…merce rara oggi….
    io, ad esempio, mi faccio chiamare Gianni su diversi blog che commento (devo dire la verità…questo lo seguo di tanto in tanto….), ma non è il mio vero nome.
    Non intendo usare questo, perchè……..
    altrimenti qualcuno sicuramente direbbe…ah, ma è…., e non mi va.
    Se infatti usassi il mio vero nome, chi volesse sapere chi sono lo verebbe subito, tramite google…..
    Infatti una cosa che non mi va è che le tesi mie o di altri siano considerate valide solo in base a chi le sostiene…invece con un anonimo Gianni…ecco che tutti potete dirmi se quello che dico vi convince o meno….
    allora, premesso questo (da cui potete già capire che tengo molto alla correttezza…) ecco cosa succede:
    oggi, anche e sopratutto nell'internet marketing, ci sono coloro che consigliano…di fare partnership….
    ed io ne ho fatte, anzi…..
    in una mi sono fatto un mazzo così per creare un prodotto e poi……
    l'editore ha altro da fare…..
    nonostante si sia sottoscritto un contratto..e non aggiungo altro……
    allora, come vedi, forse la correttezza non è di questo mondo…
    tu, ad esempio, gentilmente consenti un guest post a C. e poi questo ti ripaga così…..
    d'accordo, non era obbligato, ma un minimo di….
    se appunto ti può consolare, allora pensa a me che ho sottoscritto un contratto….
    Ecco: questo insegnamento credo sia molto valido per molti….
    certo, si dice: tutelati con un contratto…ma quando questo non viene adempiuto?
    cosa fai?
    Causa??

    Non vorrei dire..ma mi sa che questo C. somiglia molto ad un C. (cognome) anche di mia conoscenza…non è che il nome inizia con M.?

  2. Ciao Gianni, grazie per il tuo commento. No Cosetto non era obbligato assolutamente a ricambiare il favore e io non lo pretendevo neanche. Ma di solito il principio di reciprocità funziona. Ho chiuso con Cosetto e spero che questa esperienza serva a Cosetto per rendersi conto di quanto è piccolo (e non solo di statura). Da questa consapevolezza può nascere il cambiamento. Io intanto faccio autocritica come sempre.

  3. E' successo anche a me. qualche anno fa. Ci ho perso i primi 50 euro…poi ho capito. Credo di aver capito di chi si tratta.
    Guarda e passa avanti…prima o poi si frega da solo.

  4. Ciao Michele,
    siccome Cosetto usa il nome di Gianni per nascondere la sua identità (per sua stessa ammissione), già questo lo qualifica ampiamente!

    Quello che non capisco è il motivo per cui lo tu debba tutelarlo, anche se già spieghi che lo fai per rispettare il suo anonimato: così facendo però, non tuteli me che potrei incappare nei tuoi stessi problemi.

    … se poi teniamo conto che si tratta di un "formatore" (che pertanto si propone di addestrare altri), allora il quandro della persona e dei contenuti, di cui lui stesso si riferisce, risulta abbadstanza completo! (voglio proprio sperare che non insegni etica)

    A questo punto Ti chiedo: sinceramente tieni di più a Cosetto, … oppure a me?

    Fosre sono io che non conosco bene le regole del comportamento su internet?

    Grazie per l'eventuale risposta (mi interessa molto sapere come ci si comporta in genere in questo ambiente)

  5. per ortods

    un equivoco: come sarebbe a dire che io sarei Cosetto?
    semmai, ho il sospetto di aver avuto a c he fare con lui, il che significa che NON sono lui, ovviamente…..
    anche dal momento che critico il suo comportamento….

  6. Insomma, non capisco. Cosetto e' uno pseudonimo, Gianni e' un "altro" che esprime opinioni dietro pseudonimo, Ortods dice che Cosetto e Gianni sono la stessa persona… ma non vi sembra tutti di non essere corretti a dire o esprimere opinioni sotto falso nome? Io se devo dire una cosa, la rifletto, la pondero, la verifico, poi la dico la sottoscrivo e me ne assumo tutte le responsabilita' e tutti dovrebbero fare altrettanto…soprattutto in un blog come questo in cui il valore principale e' la correttezza e la chiarezza. Ragazzi se volete esprimere opinioni venite allo scoperto e assumetene le responsabilita'. Prendete esempio dal titolare Michele che si mette sempre in discussione e ne esce sempre vincente! Quindi, Cosetto, Gianni Ortods per me siete della stessa pasta.
    Paolo Longo, persona reale e concreta.

  7. Ciao Paolo, diciamo che questa è una storia inventata. Sono d'accordo con te ma questa persona non merita la mia energia. In più la mia è solo una esperienza e potrei aver visto le cose in maniera "mia" per questo ho deciso di mantenere il segreto sul nome della persona.

  8. Ortods si tratta di storia inventata creata per mimare storie simili successe veramente: tengo molto a tutti i lettori del sito tradingfurbo.net non tengo a Cosetto perchè è un personaggio inventato.

  9. ok Michele, … se tattasi di una storia inventata l'hai ben fatta!
    Complimenti sinceri: anche perché hai mimato pure la risposta di cosetto
    (si tratta di vera ARTE, quella tua).
    Per Paolo: effettivamente non avevo capito e ti chiedo scusa! … forse ero solo "distratto" dal come far capire a Michele che mantenere l'anonimato di chi si comporta scorrettamente non paga (nel senso che il lettore non gradisce). Ma in questo caso Michele ha inventato, … quindi ci sta! Ancora BRAVO

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