I lati bui del concetto di lavoro sicuro

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Se stai cercando un lavoro sicuro ho capito che tipo sei.

Non sei sicuro di te stesso e preferisci la zona di comfort rappresentata da un lavoro sicuro.

Un lavoro sicuro ti da sicurezza ma non ti fa vivere la sfida che può essere il sale della vita.

La convinzione che un lavoro sicuro è la cosa normale e che se non hai un lavoro sicuro qualcosa in te non va fa parte di un modo di pensare desueto.

In questo post stiamo riflettendo sul lavoro sicuro.

Senza giudicare le persone stiamo riflettendo sul fatto che propendere per un lavoro sicuro molto spesso dipende da una mentalità che altri hanno costruito al posto nostro.

E’ importante a questo punto disimparare e acquisire una nuova mentalità che ci allontana dal concetto di “lavoro sicuro” e ci porta a sviluppare e a manifestare tutta la nostra ricchezza.

Le credenze subconsce ci rendono bisognosi di un lavoro sicuro a tutti i costi

lavoro sicuroGran parte delle cose che sappiamo, molte delle convinzioni che abbiamo e su cui ci basiamo ci sono state “messe dentro” dai nostri genitori, dalla nostra maestra o dai nostri professiori e non sempre nell’individuo questo mix di contributi genera un assetto vincente.

Infatti fino alla tarda adolescenza non avevo nessun interesse per lo studio, ero più interessato a giocare e a divertirmi e la maggior parte di quello che ho imparato l’ho appreso perchè era giusto per gli altri.

Prendere voti almeno sufficienti rappresentava per me la garanzia di poter continuare a divertirmi con gli amici.

Crescendo ho scoperto in tante circostanze di essere inadeguato per la scarsità di informazioni che mi caratterizzava e che non mi faceva sentire a mio agio nell’affrontare situazioni che mi attraevano e con le quali sentivo il bisogno di confrontarmi.

Non era solo l’inesperienza a rendermi “menomato”, la difficoltà era soprattutto dovuta a nozioni, informazioni e convinzioni che mi erano state inculcate in giovane età e che ora, messe alla prova, si rivelavano assolutamente inadeguate e limitanti.

Puoi riprogrammare le tue credenze subconsce con una delle mie sessioni per costruire la tua libertà.

Il concetto limitante di lavoro sicuro

Posso dire con certezza di aver studiato molto di più negli ultimi dieci anni della mia vita che in tutto il resto del tempo messo assieme e sono sicuro che studierò sempre di più e con maggior forza, interesse e passione mano a mano che andrò avanti negli anni.

Il concetto di “lavoro sicuro” è uno dei tanti concetti limitanti che mi è stato passato a fin di bene dalla scuola e dai miei genitori in giovane età e che io ho considerato valido fino a pochi anni fa.

Credevo fosse giusto considerare un impiego statale o in una azienda sicura un traguardo: una volta trovato un lavoro sicuro mi sarei dovuto limitare a fare bene un paio di mansioni che avrei ripetuto ogni giorno come un automa e questo mi avrebbe permesso di “portare a casa lo stipendio”.

Forse era proprio la povertà di questo quadro che generava in me il sentimento di “sicurezza”, nel mio “lavoro sicuro” c’erano poche mansioni che erano uguali a se stesse ogni giorno e non ci sarebbero stati imprevisti, inoltre avrei avuto una paga non molto alta ma ero certo che l’avrei portata a casa ogni mese.

Il lavoro sicuro soddisfa il bisogno di sicurezza che è in noi

lavoro sicuroIl sentimento di sicurezza che provavo era in realtà generato dal vedere quella situazione “infausta” con una mentalità di breve periodo: il quadro che stavo disegnando per me era caratterizzato dalla completa assenza di obiettivi, di una rotta da seguire nella vita e di traguardi di medio-lungo termine.

Quel sentimento di sicurezza generato da una completa miopia sarebbe stato l’artefice di un sentimento di insicurezza.

Questa insicurezza mi avrebbe accompagnato tutta la vita e che di anno in anno si sarebbe ingrandito rendendo la mia vita un’inferno.

Lo scegliere un lavoro sicuro mi avrebbe evitato il confronto con situazioni più grandi di me. Questo mi avrebbe evitato di sentirmi inadeguato, ma non vedevo il limite più grosso di questa situazione. Infatti restare nella mia “campana di vetro” non mi avrebbe permesso di fare esperienze. E l’esperienza a prescindere dal risultato, ti da comunque dei riferimenti importanti che puoi utilizzare in futuro per prendere con sicurezza le decisioni corrette. In questo modo puoi avere un numero sempre crescente di riferimenti. Ciò rappresenta in realtà la vera sicurezza!

Avere più esperienza in un dato settore ti dà un notevole vantaggio rispetto ai tuoi competitors, incrementa moltissimo la tua paga oraria, perchè crea maggior valore nell’unità di tempo e tutti sono disposti a pagare profumatamente una risorsa (tu) che genera una maggior quantità di ricchezza nell’unità di tempo.

La piaga del concetto desueto di lavoro sicuro

C’è sempre bisogno di una persona in gamba mi ripetevo continuamente quasi inconsciamente!

Questo sentimento che all’inizio non era neanche ben definito è stata la mia fortuna!

Non mi spiegavo perché, ma ero continuamente attratto da situazioni difficili, impegnative e apparentemente più grandi di me.

Evitavo le “sfide facili” e le situazioni dall’esito scontato.

Il concetto del “lavoro sicuro” è a mio avviso una piaga per questa società nella maggior parte dei casi.

Infatti il lavoro sicuro genera una quantità di persone rassegnata alla propria condizione.

Queste persone si adagiano sulla convinzione che tutto gli è dovuto e niente si conquista.

Il lato buio della mentalità del lavoro sicuro

lavoro sicuroLa mentalità del lavoro sicuro obbliga chi la abbraccia a sentirsi arrivato e toglie loro la gioia e la soddisfazione di costruire ogni giorno valore professionale e umano per arricchire la propria persona.

Mirare ad un lavoro sicuro vuol dire condannarsi ad una vita da “automa”. Questa vita di solito è senza stimoli e ogni giorno uguale a se stessa. Ciò avviene sempre a meno che questi stimoli tu riesca a trovarli al di fuori del lavoro. Anche in questo caso, prima o poi, comunque il tuo “lavoro sicuro” ti starà stretto. Questo perché ti renderai conto che il tuo tempo vale molto di più. :mad1_ee:

Per giunta “puntare” su un lavoro sicuro non ci permette di arricchirci finanziariamente.

In pratica siamo delle efficaci macchine da soldi per chi ci paga. Il nostro lavoro consente al nostro “capo” di generare una quantità sempre maggiore di reddito. Inoltre lui riesce grazie a noi a generare una quantità sempre maggiore di tempo per sé.

Ecco cosa comporta accontentarsi di un lavoro sicuro

Accontentarsi di un lavoro sicuro vuol dire vendere a prezzo scontatissimo il nostro tempo. Questo implica il generare una quantità sempre più grande di valore nell’unità di tempo pur continuando a percepire lo stesso compenso orario. Infatti il nostro stipendio non può crescere all’infinito.

Sii consapevole che costruire una vita più ricca per te e per i tuoi figli spetta a te.

Il primo passo consiste nel “disimparare” e poi avere il coraggio di confrontarsi con situazioni via via più “sfidanti”.

La sicurezza è un sentimento che dipende dal tuo valore: più valore crei per te e più ti sentirai “padrone della tua vita”.

Il valore che costruisci per te sarà tuo per sempre e sarà la vera fonte di ricchezza economica e di “forza personale”.

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10 opinioni riguardo a “I lati bui del concetto di lavoro sicuro

  1. Non sai quanto mi trovi d’accordo!
    Proprio alcuni concetti che hai evidenziato in questo post, mi hanno convinto a scrivere e condividere la mia esperienza personale, che, da un certo punto in poi nella mia vita, ha cominciato a basarsi sulle mie scelte e non su quello che ci avevano “inculcato”.
    Ed infatti, figlio di due dipendenti pubblici, credo di non aver partecipato e nessun concorso pubblico, ma ho cercato di seguire una strada che mano mano si è disegnata (ed ovviamente è ancora in costruzione) fondata sulla ricerca di conoscenza come veicolo per fare scelte “consapevoli”….

  2. Michele sei un grande concordo pienamente con te tutto quello che dici è sacrosanto e vero!!!Ringrazio il cielo di averti incontrato vuol dire che anche io mi sono rotto le palle( si può dire??) del lavoro sicuro e sono estremamente d’accordo sul fatto che dietro il lavoro fisso ci sono nascoste negli abissi del nostro essere i sentimenti di paura limitazione scarsità e paura di perdere che cosa non lo so che ci rendono schiavi di una condizione che nn ci appartiene!!!!Anche io voglio trovare il coraggio di lasciare questo lavoro del cazzo e valorizzare il mio tempo rendendomi responsabile del mio successo finanziario come stai facendo tu!!!
    Bisogna sognare una nuova realtà e focalizzarsi sull’abbondanza sempre e mai mai permettere al dubbio e la scarsità di assalirci!!!!!
    Grazie di esistere michele e continua ad ispirarci sempre e bombardaci di nuovi stimoli il tuo contributo è fondamentale resta sempre tra noi!!!

  3. Wow… che entusiasmo … COMPLIMENTI !!! Procedi sempre con questa energia e vedrai che otterrai degli ottimi risultati nei campi in cui ti impegnerai!
    Grazie e continua a seguirci
    Michele

  4. Bene … io ringrazio ogni giorno della consapevolezza che mi è stata donata…
    e mi rincresce sapere che tantissime persone hanno gli occhi bendati…
    Auguri
    Michele

  5. Il cosidetto “posto fisso” che poi a guardarsi bene non sono poi così tanto fissi e anche noto come lavoro dipendente. Perchè si chiama così? perchè ovviamente questo lavoro dipende dalla volontà di qualcun’altro. Il lavoratore si chiama dipendente appunto perchè dipende dal proprio datore di lavoro.

    Il lavoro rende liberi… scrivevano nei cancelli dei campi di concentramento! Apparte la gran “fregatura” che ricevevano gli ebrei all’epoca, questa fregaatura continua a persistere anche oggi ovviamente sotto altri aspetti.

    1°) la paga del dipendente cresce in modo lineare (o quasi) rispetto al tempo. Se lavori 8ore in un giorno guadagni 40 euro se lavori 9 ore guadagni 45 euro… Quindi si ha una capitalizzazione lineare nel tempo. Questi tipo di sfruttamento non permette di arricchire e neanche di scostarsi troppo dalla propria situzione (a limite qualche leggera miglioria nel corso di lunghissimi periodi)

    2°) non puoi ridistribuire il tempo (il lavoro dipendente a ore fisse e precostituite)

    3°) non realizzi niente di tuo veramente ma sei sempre parte di un ingranaggio. Nei limiti + essperati non ricordi neanche una giornaata di lavoro in particolare dopo anni di lavoro perhè sembrano tutte uguali. SI chiama alienazione da lavoro

    4°) Per quanto possa essere elevato lo stipendio esso sarà innanzitutto soggetto al incremento lineare e quindi non ti potrà mai fare arricchire e secondariamente più basso dell’effettivo valore del tuo lavoro altrimenti non ci sarebbe ricavo per il datore.

    5°) ha tempi finiti: non puoi lavorare mentre dormi e di conseguenza non guaagni; non puoi migliorare i processi per incrementare il rapporto fra entrate ed uscite; non puoi lavorare all’infinito.. prima o poi vai in pensione.

    Questi sono aluni lati negativi del lavoro dipendente.

    C’è ne sono però alcuni positivi soprattutto se ad inizio carriera

    a) Sai quanto guadagni ed è sicuro quindi poi accedere a prestiti per comprare oggetti cotosi spalmndo i debiti. Personalmente dopo 2 anni da lavoratore dipendente ho cambiato per uno libero professionista ma quando ebbi l’intensione di cambiare atomobile non l’ho potuto fare pur avendo un canale preferenziale per l’approvazione (visto che ero io il promotore finanziario :happy: ). Sono ancor oggi con un macchina vecchia perchè anche se ho avuto un reddito più o meno uguale a quello di un lav dipendente le garanzie richieste per gli autonomi sono + elevate.

    b) puoi aprire un attività a spese quasi zero (per i privati)

    Quest’ultimo è un vero vantaggio. Ho intenzione di aprire un’attività su internet che con il tempo potrebbe farmi guadagnare (anche se non so quanto). Solo perchè esiste l’attività dovrebbe pagare quasi 3 mial euro di inps annue, + le eventuali tasse da reddito + inail + commercialista cc. Minimo 4 miala annue a fondo perduto anche se fattuto zero.

    E’ logico che chi si trova a cominciare un lavoro da zero facendo l’autonomo si trova difronte (a causa della legislazione italiana) a forte ostacolazioni economiche che tagliano le gambe ai più. COme fare a rischiare da “disoccupto” 3 o 4 anni di spese fisse di quella prtata sperando (ma non cè nulla che lo garantisce) di avere in fututo un reddito almeno in grado di bilanciare le spese? in 3 anni si prla di almeno 12 mila euro.

    Io ancora non ho iniziato perchè mi manca il coraggio. sono al momento senza un reddito se non quello di miei stessi investimenti, ma se comincio devo disinvestire e on avrei + reddito da investimenti (o cmq ne avrei sicuramente molto meno) e alla fine non è nemmeno detto che otterei il risultato.

    Un buon metodo è quello di avere a inizio carriera un posto “fisso” che ti permette di non pagare i contributi minimi dell’inps e così puoi cominciare una o + attività di qualunque tipo senza esborsi di capiali iniziali (o cmq minimu… meno di 1000 euro annui che non sono 4 mila).

    In definitiva anche se un posto da dipendente è fortemente limitante, utilizzato nel modo corretto, cioè come trampolino di lancio può essere molto utile.

    ciao e a presto.

  6. Caro Michele, io ho sempre creduto in questi valori !! sto litigando con la mia ragazza e con tutte ho rotto in passato per questo motivo perchè mi rimproverano di essere sempre proteso ad evitare il cazzeggio ed avere sempre l’angoscia di far produrre il tempo. Loro non capiscono che io non faccio le mansioni di un lavoro sicuro, non timbro il cartellino. la professione non è un mestiere, ma uno stile di vita.

    Purtroppo in tre anni da ditta individuale mi sono più impoverito finanziaramente, ma la mia ricchezza più grande è l’esperienza fatta e nonostante ogni tanto ci si abbatte davvero tanto sono convinto che riuscirò !!! anche grazie al tuo contributo ed alconfronto con te, che in questi momenti sei sempre un validissimo supporto per ritrovare la FORZA.

  7. Vito apprezzo molto le tue considerazioni… ho passato le stesse situazioni e lo capisco… apprezzo i tuoi continui sforzi nel migliorarti e
    sono sicuro che in tutti questi anni (anche come dici tu) sei cresciuto tantissimo a livello professionale… ricordati sempre che la vita funziona grazie ad un equilibrio “dinamicamente stabile”… e la ruota della vita gira quando è molto simile ad un cerchio… insisto moltissimo su questo concetto e mi impegno ogni giorno per migliorarmi…
    riconosco di avere dei limiti soprattutto sul piano delle relazioni con le ragazze per via del mio carattere deciso e a volte intransigente… una donna ti completa: lavora per cercare quella che si incastra perfettamente nel tuo puzzle… se sei migliorato professionalmente sono certo che migliorerai anche sentimentalmente… questo non vuol dire scendere a compromessi e accettare le manipolazioni di una donna che non ti ama… amare è un verbo, una scelta e richiede un impegno da entrambi le parti… non è certo una passeggiata da adolescenti… Tanti auguri Vito … sincerissimi !!!

  8. Sono d’accordo con quello che dici… ognuno ha il suo percorso per raggiungere la ricchezza… io sto facendo proprio come consigli tu e
    un mese fa ho aperto una partita iva con il regime dei minimi (anche se sono lavoratore dipendente) la mia azienda si chiama “Cute Dreamers” e sono convinto che
    mi porterà lontano… per sognare non puoi focalizzarti sulle limitazioni che purtroppo il sistema italiano ti impone… per sognare bisogna lanciarsi nel baratro… solo così si può imparare a volare!
    A presto
    Michele

  9. Ottimo articolo! Concordo pienamente con i concetti da te espressi.
    Essere padrone del mio prezioso tempo mi rende molto più felice, per cui non desidero affatto un “posto sicuro”.

  10. Bene Raffaele… hai la stoffa per trasformare in denaro i tuoi contenuti… e sono sicuro che questo sarà un passo importante nella tua vita…
    e sono sicuro che riuscirai a farlo presto… un “in bocca al lupo” caloroso e appassionato!
    Michele

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