Demografia Predittiva: La Demografia con una Marcia in Più

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Questo è l’articolo di esordio di uno dei mei ultimi progetti: la Demografia Predittiva™.

Voglio innanzitutto cercare di spiegarti perchè mi sono iniziato ad interessare alla Demografia, dopodichè inizierò a sviluppare il tema della Demografia Predittiva, muovendomi con vari articoli del mio Blog in modo da entrare nel vivo della situazione e farti capire con degli esempi concreti.

Innanzitutto che cos’è la Demografia?

La Demografia è lo studio della struttura di una Società  e delle Dinamiche Evolutive di una Popolazione, con particolare riferimento a caratteristiche quali la numerosità, la densità abitativa, la distribuzione in età e sesso, la frequenza di nascite, morti, matrimoni, migrazioni, ecc.

Per esprimere in maniera sintetica questi Movimenti Sociali e analizzare il loro impatto si studiano gli Indicatori Demografici e la loro evoluzione nel tempo.

In pratica, immagina la popolazione come un gruppo di Criceti o Cavie da Laboratorio: chi studia la Demografia è come il ricercatore che osserva come questi Criceti si muovono, come interagiscono. Osserva e interpreta i vari comportamenti alla luce di nuovi stimoli che via via lo Studioso di Demografia inserisce nel Sistema.

La Demografia Predittiva è un connubio intelligente tra la Demografia Tradizionale e l’Etologia Moderna e grazie all’avvento dei Social Network noi possiamo integrare molto efficacemente queste due Discipline.

La Demografia Predittiva cerca di arricchire questi dati con lo studio dello stato d’animo della gente e con l’Analisi  Sociale Reale: grazie a strumenti innovativi come i Social Network vengono analizzate le Dinamiche Sociali Reali: pensieri del Mercato Sociale,  Opinioni, Aspettative, Speranze e Idee in un BrainStorming Sociale Dinamico.

Ho pensato a questa svolta della Demografia perchè anche se molto significativi e preziosi, i dati demografici mi sono sembrati da subito un pò statici e inanimati: li ho visti da subito come dei Dinosauri incapaci di fronteggiare il vertiginoso cambiamento dei tempi moderni.

Non so come spiegarti ma anche se tra gli Indicatori Demografici ci sono quelli che considerano la dinamicità demografica, mi è sembrato un modello limitato assimilabile ad una “foto senza anima”. Un modello lento incapace di interpretare con prontezza i rapidi cambiamenti demografici che stiamo attraversando e la velocità “diabolica” con cui si stanno manifestando.

La Velocità dei Cambiamenti Demografici per vari motivi legati soprattutto alle tecnologie moderne è destinata ad incrementare.

La Soluzione è la Demografia Predittiva, una sorta di Demografia Illuminata che studia la Mente del Mercato e della Popolazione.

Questo studio può essere svolto in maniera adeguata ai ritmi odierni grazie all’utilizzo dei Social Network, che possono essere affiancati efficacemente ai metodi di studio demografico tradizionali.

Come si dice: “Market is the King!” ossia il Mercato è il Re e se studiamo la Mente del Mercato e la seguiamo nel suo incessante fluire quotidiano possiamo rendere ancora più autorevoli i principi e le strategie valutative della Demografia Tradizionale.

In questo articolo inizieremo ad osservare l’Invecchiamento della Società e i cambiamenti demografici che questo cambiamento ha determinato e determinerà nel nostro Sistema Omeodinamico Globale.

Non è certo una novità per nessuno che la nostra società si sia avviata già da anni verso un processo di invecchiamento perpetuo.

La tv,  i giornali, il web e spesso anche le campagne politiche, ci ricordano costantemente che la nostra è una società “vecchia” destinata a diventare sempre più vecchia.

Viviamo in un mondo in cui la popolazione media ha ormai più di 65 anni e gli esperti analisti ci dicono che se continuiamo con questo ritmo entro il 2030 il numero di anziani sarà raddoppiato.

Il vero cruccio per le società moderne è legato naturalmente non tanto all’aspetto demografico di per sé, quanto agli effetti economici che il progredire dell’invecchiamento potrebbe produrre.

L’assistenza sanitaria per anziani, nonché la previdenza sociale, sono al giorno d’oggi appannaggio quasi esclusivo delle persone di mezza età; con l’aumento previsto entro il 2030, potrebbero quindi innescarsi dei meccanismi che porterebbero senza dubbio per tutti noi disastrose conseguenze economiche.

In realtà la situazione è molto più complessa di come sembra.

Ciò che non ci viene detto è che pensare di poter prevedere il futuro solo sulla base di ipotesi demografiche è quasi come essere sicuri di vincere puntando alla  roulette russa.

Non solo, infatti, i pronostici possono non essere del tutto  corretti, ma anche nella remota eventualità di aver predetto qualcosa che poi si sia in effetti realizzato, l’aumento di numero e di proporzione tra giovani e vecchi non basta da solo per stabilire le dinamiche di una società o per prevederne il futuro.

Altri fattori e non di poco conto entrano in gioco, quali la scelta di determinate politiche, pubbliche ed economiche, che potrebbero influenzare la società anche  in maniera considerevole!

Il futuro rappresenta sempre un cambiamento e talvolta una novità non è del tutto piacevole rispetto al passato, ma se guardiamo alla nostra storia recente, possiamo intravedere uno spiraglio di consolazione che ci fa ben sperare sull’avvenire dell’umanità.

Il passato ci dice che le grandi previsioni sui cambiamenti demografici, considerate catastrofiche per gli effetti che avrebbero dovuto provocare, in realtà in maniera silente e quasi indolore, si sono in parte già avverate: la popolazione con più di 65 anni è oggi molto più numerosa di quanto non lo fosse durante le generazioni precedenti, anzi di quanto forse non lo sia mai stata.

Inoltre, è vero che, per esempio, gli Stati Uniti sono considerati il paese più giovane tra tutte le società industrializzate, vantando un’ottima proporzione tra giovani e vecchi, ma è altrettanto vero che i numeri parlano di Invecchiamento Globale, ovvero di un processo che coinvolge tutti i paesi a livello mondiale.

Eppure, a dispetto di tutto, a dispetto di quel preconcetto secondo cui da solo il cambiamento demografico avrebbe dovuto destabilizzarci, noi siamo ancora qui, la società è sopravvissuta, è progredita, è andata avanti nel suo percorso.

A questo punto è quasi d’obbligo farci qualche domanda.

In una società ormai proiettata al futuro e interessata a prevederne i processi, il passato può insegnarci qualcosa sull’interazione tra politiche economiche/sociali e cambiamenti demografici?

Che cosa possiamo apprendere dalle nazioni più vecchie?

Possiamo davvero capire qualcosa dalla nostra storia?

Non esiste ovviamente una risposta univoca perché le dinamiche e le trasformazioni che influenzano i Processi Demografici e di cambiamento, in una data società in un dato momento storico, sono molteplici.

Il passato ci viene in aiuto con statistiche, analisi, report che possono darci un’idea di come alcune costanti si siano ripetute nella storia dell’uomo, ma non può certo da solo fornirci gli strumenti per prevedere il futuro.

Per comprendere fino in fondo perché non bisogna cedere all’idea, falsa e pretenziosa, di poter determinare il futuro solo seguendo l’Incremento Demografico relativo a proporzione ed età della popolazione, bisogna tenere conto di fattori più complessi.

La Demografia non è puro caso e non basta da sola a spiegare i cambiamenti di una società.

Soltanto l’interazione del processo politico e degli aspetti economici di un paese, uniti al Cambiamento Demografico e della Consapevolezza Sociale, possono modificare il futuro.

Per un mondo, ormai sulla strada dell’invecchiamento, la vera sfida non è certamente quella di trovare una sistemazione per le persone anziane.

La sfida è piuttosto quella di creare i presupposti per garantire a livello economico la produttività di ogni singolo lavoratore, a dispetto dell’età anagrafica in aumento.

Certamente la popolazione futura di anziani sarà avvantaggiata rispetto a quelle passate; la ricerca, la tecnologia, i miglioramenti nel campo scientifico influenzeranno notevolmente la vita degli esseri umani soprattutto garantendo migliore qualità e benessere.

Eppure non bisogna dimenticare che gli anziani sono una classe vulnerabile e che con ogni probabilità senza politiche di intervento mirate continueranno a restare una classe vulnerabile.

Da cosa dipenderà allora il nostro futuro?

La popolazione invecchierà e gli anziani aumenteranno, questo è un fatto, ma non è detto che questo debba avere conseguenze drammatiche.

Se infatti si rifletterà bene sulle Politiche Economiche e Sociali da attuare per andare incontro alla collettività, favorendone e garantendone una crescita anche in termini di qualità della vita, il nostro futuro non dovrebbe essere in pericolo e potremo dormire sogni tranquilli.


2 opinioni riguardo a “Demografia Predittiva: La Demografia con una Marcia in Più

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