Interruption Marketing: Ecco perchè non funziona!

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Ciao Caro,

in uno dei recenti post abbiamo esaminato il significato di Permission Marketing e lo abbiamo descritto nelle sue caratteristiche essenziali.

In questo articolo continuiamo a parlare di Marketing parlando della strategia contrapposta al Permission Marketing che chiamiamo “Interruption Marketing” ossia il marketing dell’interruzione.

Perchè “Marketing dell’Interruzione”?

Perchè questo Marketing scoccia e ci costringere ad interrompere quello che di bello o interessante stiamo facendo per “bombardarci” con messaggi che non hanno lo scopo di trasferirci dei contenuti ma hanno l’obiettivo di venderci qualcosa in maniera tutt’altro che rispettosa delle nostre esigenze.

In contrapposizione al Permission Marketing, l’Interruption Marketing è caratterizzato dalla standardizzazione del messaggio: viene proposto a una gran massa di utenti che stanno in questo momento ascoltando lo stesso tipo di “contenuto” con la speranza che una bassa percentuale di questi (si spera sufficienti per coprire i costi della campagna) sia sedotta e proceda a compiere l’azione voluta (che di solito è l’acquisto del prodotto pubblicizzato).

C’è da dire che l’Interruption Marketing ha dei costi insostenibili da parte di una azienda di medie dimensioni (immagina per esempio quanto potrebbe costare una proiezione di uno spot pubblicitario in prima serata su Italia 1) ed è caratterizzato da un bassissimo Roi (Return on Investiment).

Ci sono aziende che hanno dilapidato letteralmente tutta la loro cassa o addirittura si sono indebitate per portare avanti una strategia di siffatta dispendiosità.

Perchè l’Interruption Marketing non funziona e non rende come dovrebbe?

Perchè innanzitutto c’è abbondanza di informazioni che tartassano l’utente e lui ne è consapevole e si sente aggredito.

Secondo motivo importante perchè tali interruzioni continue e fatte in abbondanza distolgono l’utente dal fare cose importanti in un era in cui il tempo è un bene ultraprezioso.

Ne consegue che l’utente a cui si rivolge il messaggio ha sviluppato una strategia di difesa molto efficace che per esempio si concretizza nello Zapping: in pratica appena il programma di interesse, per esempio in televisione, viene interrotto dallo spot pubblicitario, l’utente cambia canale.

Addirittura c’è l’abitudine di seguire più programmi contemporaneamente nella stessa serata per evitare l’aggressione pubblicitaria.

L’Interruption Marketing può arrivare ad essere addirittura controproducente poichè l’utente viene interrotto sul momento più bello e arriva a sviluppare un vero e proprio odio o intolleranza verso l’azienda che esercita l’interruzione.

Nel video che ti riporto ti invito ad osservare che nella moltitudine di gente a cui viene proposto il giornale soltanto poche persone accettano di prenderlo, più per cortesia che per interesse e sono convinto che se la telecamera avesse fatto una panoramica si sarebbe visto un cetino dell’immondizia piena di questa cartaccia.

Guarda pure (ed esprimi i tuoi commenti nella bacheca in fondo all’articolo):

Ma perchè se l’Interruption Marketing è così inefficace ancora tante aziende si ostinano ad adottarlo?

Perchè sono dei Dinosauri, perchè nelle grandi realtà il cambiamento fa paura e ci si sforza di mantenere lo “Status Quo” per paura di prendersi la responsabilità di un eventuale fallimento.

E’ per questo che “I Piccoli saranno i Primi” fa osservare Seth Godin che per primo ha fatto notare questi limiti del “vecchio marketing”.

Detto questo: se sei un imprenditore e ancora non ti sei adeguato alla realtà attuale, ti consiglio di adeguarti in fretta altrimenti rischi di far morire la tua azienda per sempre.

Be’ direi che di carne al fuoco su cui discutere ce n’è fin troppa!

Aspetto le tue considerazioni: Michele Russo

n.b.: sentititi libero di far leggere questo post a tutti quegli amici che potrebbero essere in qualche modo interessati ai contenuti riportati.


1 opinione riguardo a “Interruption Marketing: Ecco perchè non funziona!

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