Diventare imprenditore: trattamento fiscale dei guadagni extra

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Mi sono laureato nel 1999 in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (indirizzo biotecnologico) e gli utlimi anni prima di laurearmi la mia energia è stata profusa principalmente nello studio.

Venivo da ragioneria, più precisamente il mio diploma era di Ragioniere Programmatore e a dirti la verità non avevo nessuna intenzione di continuare a studiare.

Mi ricordo che all’esame del quinto superiore dissi agli esaminatori che mi chiedevano che cosa volessi fare: “Voglio aprire un negozio di caramelle!” rimasero scioccati !

:shock_tb:

Mi stavo cominciando a sentire grande, forse è perché cominciavo a guardare con un occhio diverso da un po’ di anni le mie amiche e avevo bisogno di più indipendenza soprattutto economica.

Mio padre voleva che io studiassi e gli sarebbe piaciuto che io facessi l’Università, non una qualsiasi, aveva già scelto lui per me: Geologia.

Dissi che non mi sarebbe piaciuto studiare le pietre :sleep_tb: e la mia scelta semmai avessi scelto di fare l’Università sarebbe stata Economia o Scienze (mi ero informato infatti e si diceva che proprio queste erano le facoltà più frequentate dalle ragazze).

:rasberry_ee:

Non potevo deludere mio padre, almeno non subito e allora il mio piano era di far finta di applicarmi per un anno e dopo gli avrei detto che era troppo difficile fare l’Università e che non sarei riuscito, che volevo andare a lavorare.

Non sarebbe stata la prima esperienza lavorativa, quella è stata a 16 anni, infatti a Numana (Riviera del Conero, paese in cui abito) d’estate si lavora col turismo.

Pensai già da piccolo che oltre che far finta di studiare conveniva iniziare a vedere com’era il lavoro, il vantaggio sarebbe stato racimolare dei soldi extra con i quali poter realizzare dei piccoli desideri senza chiedere ai genitori che già facevano tanto.

Iniziai allora a far finta di studiare all’Università, ma successe un fatto strano.

Qualcosa ascoltavo alle lezioni e siccome ero un ragazzo un po’ spavaldo all’epoca, mi piaceva intervenire se pensavo che qualcosa potevo dire: Ero l’unico a fare questo, gli altri si vergognavano tutti, in questo modo la lezione si vivacizzava parecchio e tutti cominciarono a conoscermi per quello che ero.

Per me impegnarmi per dare un esame era un fatica troppo grande e non vedevo l’ora che l’anno finisse così avrei detto a mio padre che avrei abbandonato.

:blush_tb:

Il gap tra me e gli altri allievi era troppo elevato: venivo da ragioneria e certe materie scientifiche, chimiche e matematiche erano praticamente da studiare per la prima volta, sia perché non erano state trattate approfonditamente a Ragioneria, sia perché io non studiavo granchè allora.

Passava il tempo e vedevo le “secchione di turno” dare un esame dopo l’altro a ritmi di 30 e 30 e lode, io mi sentivo molto lontano da questa realtà, ma piano piano la situazione cominciò a cambiare.

Quando le “secchionacce” mi si avvicinando raccontandomi la loro ultima impresa si accendeva lentamente in me un senso di sfida.

:wallbash_tb:

Fu questo sentimento ad accendere il fuoco che mi avrebbe portato di li a poco a prendere sul serio l’Università.

Mi sentivo all’altezza di farcela, anche se dovevo iniziare a studiare da zero quasi tutte le materie.

Il primo anno diedi 3 esami su 6 e riuscii a spuntare una media del 26: non male mi ripetevo dentro di me.

Mi stavo esaltando e piano piano cresceva in me un senso di fiducia che mi rafforzava.

La mattina mi alzavo alle 5 e mezzo del mattino, un caffè, vestiti sopra il pigiama (era freddo d’inverno) e giù a studiare.

:wallbash_tb:

3 volte a settimana l’allenamento di Taek won do e l’estate dovevo alternare il lavoro come assistente bagnanti (e successivamente come barista) con lo studio: era una full immersion continua.

I risultati arrivarono: viaggiavo ad un ritmo di 6 o 7 esami all’anno (molto sopra la media richiesta) e riuscii a recuperare il gap che mi divideva dagli altri allievi.

Molti di quei secchioni addirittura si arenarono, diversi amici decisero di mollare.

Mi laureai nella sessione straordinaria del 1999 con 30 e lode e iniziai a lavorare come Informatore Medico Scientifico dopo 1 anno di servizio civile (alla faccia di mio padre che insisteva perché io facessi il Militare).

Gli anni di Università e le Arti Marziali mi avevano insegnato che con la disciplina e con tanto impegno si potevano raggiungere risultati quasi impensabili.

:wallbash_tb:

Ero allenato a tenere ritmi di lavoro molto elevati e così dopo alcuni anni di lavoro come Informatore Medico Scientifico, sentivo il bisogno di dedicarmi a qualcosa di nuovo: una attività che mi permettesse di esprimere le mie capacità e la mia creatività e mi permettesse di racimolare qualche soldo in più.

Feci un corso serale triennale di Massofisioterapia e diventai Massofisioterapista Diplomato.

Iniziai a fare massaggi dopo il lavoro ma lasciai perdere dopo pochi anni perché mi si accese la passione per il Mercato Azionario.

Il resto della storia già lo sai e descrive gli anni che mi hanno portato ad approfondire il Trading On Line, il Marketing On Line e infine a realizzare il sito di Tradingfurbo.net.

Tutta questa storia per dirti che, dopo un po’ di tempo di lavoro come Agente di Commercio (prima) e come Dipendente dopo, ho sentito la necessità di raggranellare qualche euro in più.

Di pari passo con questa necessità è sorto un problema pratico: “devo pagare le tasse su questi soldi che guadagno in più?”.

:ponder_tb:

La risposta era affermativa e problematica perché dalle prime informazioni sembrava che dovessi aprire a tutti i costi una partita Iva.

Ma aprire una partita Iva comportava pagare altre tasse, avere altre spese, pagare il commercialista, versare altri contributi.

Questo fatto mi spaventava, ma la paura di non farcela non era forte quanto la mia determinazione.

:wallbash_tb:

Mi fermai un attimo nella mia voglia di proseguire con attività che potessero farmi guadagnare di più perché ero bloccato dalla paura di essere scoperto dalla guardia di finanza e di essere punito per non aver pagato le tasse (volevo pagarle ma non sapevo come fare evitando di farmi male finanziariamente).

Continuai la mia ricerca di informazioni.

Scoprii che i guadagni extra potevano essere tranquillamente dichiarati al momento della normale dichiarazioni dei redditi, a patto che non si superasse la cifra di 5.000 euro all’anno.

Questo mi confortò all’inizio, ma mi sentii subito intrappolato dal limite di 5.000 euro di guadagno al quale mi dovevo attenere.

La situazione mi andava stretta poiché non potevo investire liberamente per sviluppare la mia attività.

Continuai la ricerca e incontrai un commercialista di Pisa che mi aiutò: il suo nome è Giuseppe Lo Iacono e te lo raccomando se stai vivendo la stessa situazione che io ho vissuto e che ti sto raccontando.

Con calma Giuseppe mi guidò attraverso i meandri della fiscalità e mi spiegò piano piano i passi da fare per far crescere lentamente ma continuamente la mia attività e dare forma ai miei progetti rispettando le normative fiscali.

Dopo un anno la mia attività sta crescendo anche se molto lentamente per via del poco tempo che gli posso dedicare, ma devo dire che mi sento contento di aver creduto di potercela fare e soprattutto di aver incontrato una persona competente che è stata in grado di guidarmi attraverso questo percorso.

Se stai vivendo la stessa situazione che ti ho raccontato, sappi che ce la puoi fare, soprattutto se incontri le persone giuste che ti possono aiutare in questo percorso attraverso la loro esperienza e i loro consigli.

Il modo in cui mi sento di contribuire oltre a quello di averti raccontato la mia storia è quello di darti i riferimenti del Dottor Lo Iacono che sono:

Studio GL

Via Zamenhof, 6

56125 Pisa

tel 050/3820506

fax: 0503835071

e-mail: g.loiacono@studiogl.eugiuseppe.loiacono@cndc.it

Poi voglio consigliarti due risorse che possono guidarti e darti la forza lugno il percorso:

– Prima risorsa: “Come una buona idea si può trasformare in una grande impresa”.

– Seconda risorsa: “Progettare la propria Impresa“.

– Terza risorsa: “Buoni e cattivi profitti“.

– Quarta risorsa: “Ora et labora!

– Quinta risorsa: “L’azienda perfetta non esiste“.

p.s.: sei libero di mandare il link di questo articolo per farlo leggere a qualche tuo amico se lo hai trovato utile.

p.s.2: sentiti liberissimo di condividere questo articolo sui più famosi Social Network (per farlo puoi copiare direttamente il link all’interno del Social o utilizzare il pulsante “Share the Wealth” che trovi qui sotto).



2 opinioni riguardo a “Diventare imprenditore: trattamento fiscale dei guadagni extra

  1. le storie sono tutte belle da leggere.

    credo che ognuno di noi abbia qualcosa di straordinario da raccontare.

    leggo spesso biografie ed ognuna mi dona qualcosa che potra’ servirmi gia’ da domani.

    credo che ogni lettore di Tradingfurbo possa raccontare anche in poche righe la propria storia o anche soltanto un’ episodio.

    cosi’ facendo regalera’ ad ognuno di noi una nuova esperienza!

    Complimenti Michele.

    a proposito di Arti Marziali.

    da ragazzino…. Boxe e Full Contact…

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