Ultime Notizie: Giulio Tremonti parla della Crisi e delle Possibili soluzioni.

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Non conosco approfonditamente Giulio Tremonti ma ho notato opinioni di stima apartitiche e questo mi ha fatto venire voglia di conoscerlo meglio attraverso la ricerca di informazioni su Internet, la visione del suo sito internet e la lettura dei suoi libri.

Mi sembra una persona ragionevole e razionale anche se non capisco come faccia ad intendersi di economia non avendo una formazione specifica in materia economica.

Ragionandoci bene l’ho capito: è una persona che cerca di ragionare e che fa ampio uso del metodo Socratico.

Si pone e pone delle domande e credo che l’interesse e la preparazione in tema di economia sia l’espressione della sua apertura mentale verso temi che possono essere importanti per risolvere i problemi personali e globali che si è trovato ad affrontare nella vita.

E’ stato l’artefice di una lungimirante analisi dello scenario post-globalizzazione. Due anni fa prediceva così quello che stiamo vivendo in questi giorni di angoscia per il sistema finanziario mondiale e per milioni di famiglie.

È finita in Europa l’«età dell’oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro.

I prezzi — il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari — invece di scendere, salgono.
[…] La squadratura che si sta così determinando, tra offerta che resta fissa e domanda che cresce, ha avuto e avrà nel mondo un effetto strutturale sostanziale: la salita globale dei prezzi. E dunque del costo della vita.

[…] Può essere che recessioni economiche o nuove scoperte minerarie o invenzioni rallentino questa salita, ma sarà solo nel breve periodo, solo per un po’ di tempo. Poi, se il funzionamento del meccanismo non sarà rallentato, la forza crescente della domanda tornerà a prevalere sulla quantità limitata dell’offerta.

Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita.

Ma questo è solo l’inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo.

È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza. Nuove tensioni si sviluppano lungo linee di forza che vanno oltre i vecchi luoghi della storia, oltre i vecchi passaggi strategici.

Dalla superficie terrestre fino all’atmosfera, dal fondo del mare fino alle calotte polari, le «nuove» esplorazioni strategiche, fatte sul fondo marino o ai poli, le conseguenti pretese di riserva di proprietà «nazionale», non sono già segni sufficienti per capirlo?

Quando la storia compie una delle sue grandi svolte, quasi sempre ci troviamo davanti l’imprevedibile, l’irrazionale, l’oscuro, il violento e non sempre il bene.[…]

Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale.

Giulio Tremonti è autore di diverse opere a sfondo economico-finanziario,  ha scritto Lo Stato criminogenoLe cento tasse degli italianiLa fiera delle tasseIl federalismo fiscale (sulla proposta di devolution avanzata dalla Lega Nord), Il fantasma della povertàRischi Fatali, in cui presenta i problemi economici della nuova Europa in relazione alla rapidissima crescita della Cina, e l’ultimo La paura e la speranza sempre sui temi della globalizzazione e dei rapporti con il colosso orientale.

Durante la sua carriera come Ministro delle Finanze, Giulio Tremonti nel primo Governo Berlusconi, promosse la legge per la defiscalizzazione degli utili di impresa reinvestiti nelle attività produttive.

La Legge Tremonti prevedeva un alleggerimento delle aliquote per le riserve di capitale, ammortamenti, investimenti in formazione, attrezzature e macchinari. Introdusse una No-Tax-Area (2003) e ridusse le aliquote marginali in ogni scaglione di reddito IRPEF (2005).

È stato protagonista di una riduzione delle tasse sui profitti aziendali IRES (dal 36% al 33% ora al 27,5%) e ha abolito le imposte sugli utili investiti.

Tremonti ha inoltre abolito le imposte sulle donazioni, sulle successioni (2001) e ha definitivamente abolito l’ICI sulla prima casa nel 2008[6].

Rispetto al tema della moneta, propose a Wim Duisenberg, l’emissione di euro di carta da parte della Banca Centrale Europea.

La proposta dell’euro di carta fu introdotta per arginare il rincaro dei prezzi in seguito all’introduzione della nuova moneta in quanto, secondo il Tremonti, «alle banconote si dà più valore di quanto non si dia alle monete».

Propose, inoltre, l’emissione di titoli dell’Unione europea (da lui definiti Union Bond) per ripagare le grandi opere pubbliche nell’Unione senza aggravare la situazione del debito pubblico.

Per ciò che riguarda, invece, i mercati nell’ambito della globalizzazione, Giulio Tremonti è stato un fervente sostenitore di misure di protezione dell’economia italiana dalle economie indocinesi.

Questa posizione, sulla cui efficacia sono stati sollevati dubbi anche nella stessa maggioranza, evidenziando la necessità di competere con la Cina anziché imporre dazi, ha portato dapprima l’UE ad introdurre le quote di esportazione per alcuni prodotti ed infine ad adottare gli stessi dazi doganali, confortata anche dall’allargamento dei dazi proposti dagli USA nel 2005.

La produzione tessile italiana, che a marzo 2005 lamentava una contrazione occupazionale di 44.000 posti di lavoro a causa della concorrenza cinese, è stata parzialmente protetta da tali misure, anche se nel settore delle scarpe, si è ottenuta una paradossale esclusione dai dazi delle scarpe per bambini, che rappresentano un’importante quota di mercato.

Gli accordi del WTO negli anni ’90 prevedevano dieci anni per attuare una graduale apertura del mercato europeo dell’abbigliamento alle esportazioni cinesi.

Tale misura ha aperto a una crisi di livello europeo, che ha messo a rischio circa 1 milione di posti di lavoro nel settore tessile.

I sostenitori dei dazi accusano la Cina di praticare una concorrenza sleale, di non riconoscere ai lavoratori i diritti minimi.

In parte, prima di riaprire i mercati, sostengono che tutti i produttori debbano adottare poche regole, ma condivise da tutti in materia di costo del lavoro.

L’intervento statale nell’economia diviene legittimo quando è in pericolo la stessa sopravvivenza di un intero settore industriale: la difesa della manifattura ha lo scopo di proteggerla nella fasi di nascita o nelle crisi più gravi, per riaprire i mercati quando è nuovamente in grado di competere.

Sempre nel 2005, ha sollevato la questione dei “residui passivi” una quota di debito pubblico nel bilancio dello Stato cui non è stata corrisposta l’emissione di una uguale quantità di moneta.

Nella Finanziaria del 2005 è stata anche inserita la cosiddetta pornotax, un’imposta del 25% sui redditi derivanti dalla vendita, noleggio, produzione e distribuzione di materiale pornografico, definita da Tremonti «un’imposta etica sul modello francese».

A Settembre 2009 entra in vigore un suo decreto che introduce una penale dell’1% per ogni mese di ritardo nei confronti delle banche che ostacolano il diritto di surroga dei mutuatari.

Nello stesso periodo propone di tassare le plusvalenze della Banca d’Italia con la gestione della riserva aurea nazionale, e la proposta viene modificata, subordinandola al consenso della banca centrale e della BCE.

Ti invito a guardare l’intervento ad Anno Zero di Giulio Tremonti sulla Crisi:  Il superfluo costa meno del necessario ! La crisi generata dalla globalizzazione! Il fantasma della povertà spirituale!

Sulla politica mi ha colpito molto la frase: “Se la realtà cambia la politica non può restare uguale. Se la politica pensa di poter restare uguale mentre cambia la realtà ad un certo punto è la realtà che cambia la politica”.

Si riferisce ai grandi e veloci cambiamenti epocali a cui un governo non può più far fronte con le vecchie ricette e con le vecchie velocità altrimenti viene travolto.

Si sgola e invita le nuove generazioni a diffidare delle vecchie carte geografiche, delle vecchie formule politiche, dei vecchi schemi culturali, dei vecchi luoghi mentali delle vecchie “paole chiave” incluse anche quelle più recenti, invito che fa capire a che velocità sta cambiando il mondo e l’esigenza di avere delle nuove menti flessibili e dotate di personalità.

Crede che la politica debba impegnarsi a ripristinare 5 valori fondamentali:

  • l’autorità: facendo riferimento alla rivoluzione ideologica del 68 dice che non c’è più autorità nella vita pubblica, riferendosi all’inefficienza degli uffici pubblici dice che la soluzione per far si che gli questi lavorino per servire il cittadino è fare una legge che ristabilisca negli in essi le antiche linee verticali di gerarchia e di autorità;
  • la responsabilità: contrapposta all’assistenzialismo e alla carità focalizzando l’attenzione dell’individuo non solo sui doveri fiscali ma sul senso di responsabilità verso il sociale, la famiglia, la comunità e soprattutto verso te stesso; sottolinea che la formula per risolvere i grandi problemi economico-sociali non sta nel focalizzarsi in un rapporto dall’alto verso il basso tra individuo e Stato, ma anche dal basso verso l’alto attraverso la responsabilità e l’analisi degli effetti che ogni azione ha sul cambiamento delle condizioni personali e sociali, richiamando l’individuo non solo ad un senso di responsabilità verso lo Stato ma verso il sociale, la comunità e la famiglia.
  • il valore: critica la visione moderna del matrimonio che viene vissuta più come acquisizione di diritti che non come rispetto dei propri doveri verso il coniuge, sottolinea che il matrimonio non è visto più come “missione di vita” ma come una decisione che può essere facilmente revocata. Questa leggerezza con cui viene vissuto il matrimonio favorisce la disgregazione del concetto di nucleo famigliare e promuove invece l’isolamento e l’individualismo. L’individualismo a sua volta promuove il consumismo per la nessità di soddisfare i bisogni di un numero di nuclei famigliari raddoppiato rispetto al passato perchè costituiti da unità di individui e non da coppie o da famiglie in senso tradizionale.
  • l’identità: promuovendo una condotta nazionale basata sulla promozione e valorizzazione delle tradizioni nazionali e popolari in contrasto con l’omogenizzazione di massa e la globalizzazione, il che non vuol dire essere razzisti ma valorizzare la cultura e le tradizioni di una nazione esprimendole nelle caratteristiche del prodotto interno lordo.
  • l’ordine: facendo rispettare e rispettando le regole con decisione e autorità e contrastando la teoria del relativismo che ha determinato la degenerazione del significato dei movimenti del ’68.

Mi aspetto da te una analisi costruttiva e apartitica del personaggio “Giulio Tremonti” e considerazioni che possono essere uno stimolo per il suo progresso professionale e speriamo per un beneficio collettivo.


8 opinioni riguardo a “Ultime Notizie: Giulio Tremonti parla della Crisi e delle Possibili soluzioni.

  1. A proposito di schemi che hanno funzionato in passato ma ora e sempre più NON funzioneranno è proprio quello di "studia, trovati un lavoro e poi fai un mutuo di 30/40 anni per la casa". In passato funzionava perchè: 1) i salari reali erano più alti 2) i salari avevano un trend crescente, magari un po' meno rispetto l'inflazione ma pur sempre crescevano 3) i posti di lavoro erano più continui con meno interruzioni.
    Adesso invece……..la situazione è diametralmente opposta, infatti: 1) i salari reali si sono e si stanno abbassando sempre più 2) sono in trend decrescente 3) è diventato molto più facile perdere lavoro e molto più difficile trovarne un altro. I politici continuano a dire "i bamboccioni…." sono tutte balle!Non fatevi incantare ragazzi!ragionate con la VOSTRA di testa non con la loro!

  2. A proposito di situazioni che non ci possiamo più permettere:gran parte della sinistra e la CGIL vorrebbero che il settore pubblico assumesse centinaia di migliaia di persone facendo così da "bancomat occupazionale" come è stato in passato. Il problema è che abbiamo i conti così disastrati che non possiamo più farlo e prima lo capiscono e meglio sarà per tutti!
    La destra invece non ha ancora capito che un'evasione fiscale a questi livelli non è sopportabile per i nostri conti. Purtroppo anche Monti ha sbagliato. Per combattere efficacemente l'evasione basta una mossa semplice semplice.Quale? Basta rendere deducibile dal reddito una serie di spese a patto che naturalmente siano ben documentate, come è in altri paesi.Vedi poi la gente come cheide lo scontrino quando non te lo fanno o lo fanno "non fiscale" o per importi nettamente più bassi!

  3. E' ora di cambiare le vecchie regole e i giovani devono essere quelli più aperti a certe nuove dinamiche e essere pronti a cavalcarle piuttosto che resistere.

  4. E' già: bisogna combattere l'evasione rendendo complici le persone comuni. La massa soprattutto perchè è questa massa che la maggior parte delle volte paga più tasse e quindi potrebbero essere i complici ideali dello Stato per combattere l'inflazione se incoraggiati con un compenso di questo tipo. Per gli Statali occorre riformare i servizi introducendo le nuove tecnologie.

  5. Ciao Ka (ti chiamo così perchè non so il tuo nome): le motivazioni di questa non accesa partecipazione al Blog possono essere tante e secondo me segnalano anche una rassegnazione generale. Le persone non sono consapevoli delle reali potenzialità dei Social Network e dei blog e gli avvenimenti della rivoluzione in Tunisia e altri simili ce lo hanno dimostrato. E' per questo che ti esorto ad impegnarti in prima persona: non possiamo uniformarci alla tendenza generale appianandoci al comportamento generale, ognuno di noi deve impegnarsi per essere leader di se stesso e anche degli altri. Tu per esempio cosa puoi fare per aumentare la partecipazione al blog di Tradingfurbo.net e in particolare agli argomenti che ti stanno più a cuore: te lo sei mai chiesto/a?

  6. Ehhhhhhhh……………Michele!
    Tocchi un nervo scoperto!
    La rassegnazione più totale la fa da padrona!
    C'è la crisi, tutti si lamentano però gli stadi sono sempre strapieni………………..

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