Akio Morita: quello che ha inventato il Walkman

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Akio Morita, insieme a figure di imprenditori come Eiji Toyoda e Soichiro Honda, va sicuramente considerato uno dei più grandi capitani d’industria giapponesi.

Akio Morita nasce il 26 Gennaio 1921 a Nogoya, città industriale del Giappone.

Per gli standard del suo paese, la sua famiglia appartiene al ceto medio agiato e lui è destinato a ereditarne l’attività, che consiste nella produzione del vino di riso (il sake).

Il giovane Morita non mostra però eccessivo interesse per la cosa, e preferisce armeggiare con i gadget elettronici, costruendo tra le altre cose una radio e un giradischi.

Morita continua a coltivare la sua passione anche al college, scegliendo studi di fisica.

Si arruola poi nell’esercito giapponese durante la seconda guerra mondiale, arrivando al grado di tenente.

Dopo la guerra, Morita rifiuta la facile carriera che lo aspetta nella fiorente attiività di famiglia e, nel 1946, se ne va a Tokyo, dove incontra il suo futuro socio Masaru Ibuka.

Grazie a un prestito di 530 dollari, i due avviano un’azienda, la Tokyo Tshushin Kyougu (TTK), la cui sede viene ricavata da un grande magazzino danneggiato dai bombardamenti.

Morità darà vita a una delle più grandi aziende di elettronica, famosa per i sofisticati componenti miniaturizzati, ma il suo primo prototipo è un articolo decisamente meno affascinante: una pentola specializzata nella cottura del riso.

Presto però egli comincia a realizzare componenti e modelli aggiornati per le radio e, negli anni ’50, presenta il suo primo grande prodotto, il registratore a nastro: è il primo articolo di questo genere in Giappone.

La più grande conquista di Morita, tuttavia, è la radio a transistor, nonostante il transistor sia un’invenzione americana e non giapponese.

La radio in miniatura prodotta da Morita con la tecnologia del transistor non è neppure la prima nel suo genere: Morita si era recato negli Stati Uniti nel 1953, per chiedere la licenza della tecnologia ai Bell Laboratories, ma sarà una joint-venture tra la Texas Instruments e la Regency Electronics a dare vita alla prima radio a transistor commerciale, la Regency TR-1, nell’ottobre del 1954.

Il primo modello della TTK è la TR-55, per il quale oggi i veri collezionisti di radio a transistor venderebbero l’anima.

Commercializzata nell’agosto del 1955 in serie limitata, la sua produzione viene ristretta al Giappone.

Nel 1957, invece, la TR-63 è la prima radio della TTK a essere esportata.

La piccola TR-63 di Morita riscuote un grande successo per due ragioni principali.

Il primo consiste nell’innovativo design: la radio viene venduta in una confezione completa di custodia morbida in pelle, panno antistatico e cuffie.

Il secondo fattore è l’accanito lavoro di Morita, il quale consegna il prodotto direttamente ai distributori, recandosi anche a New York per convincere i proprietari di negozi di elettronica a ordinare la sua radio.

Morita arriva persino a rifiutare un’importante ordinazione perchè il potenziale acquirente non vuole apporre il marchio TTK sul prodotto, ma torna comunque in Giappone con il pieno di ordinazioni.

Nel 1958 Morita cambia nome alla sua azienda: sostenitore convinto della globalizzazione, ritiene che un nome come Tokyo Tshushin Kyogu non sia in grado di attirare l’attenzione dei mercati stranieri.

Volevamo un nome riconoschibile in tutto il mondo, che potesse essere pronunciato allo stesso modo in qualsiasi lingua“, dirà Morita.

Sceglie il nome Sony, una combinazione della parola latina sonus, suono, e del termine colloquiale americano sony.

La strategia di Morita funziona alla perfezione: quando viene loro richiesto se abbiano mai trattato radio di produzione giapponese, i rivenditori di radio rispondono no, ma quando si chiede alle stesse persone se abbiano mai avuto a che fare con radio della Sony, la risposta è un inequivocabile sì.

Negli anni a venire la TTK/Sony produce una vasta gamma di prodotti elettronici all’avanguardia: dalla radio tascabile, nel 1957, al primo televisore solo a transistor, nel 1960.

Nel 1963, intanto, Morita si trasferisce negli Stati Uniti con la famiglia e fonda la Sony Corporation of America: si tratta di una mossa piuttosto coraggiosa, per un uomo che viene da un Paese in cui l’economia è tradizionalmente di tipo isolazionista e protezionista.

Morita piazza i prodotti Sony in America, e il suo brand diventa sinonimo di qualità.

Presto gli articoli diventano disponibili in tutto il Paese.

Quando Morita si rende conto che ai giovani piace ascoltare musica ovunque, propone all’azienda di realizzare un dispositivo protatile per riprodurre i nastri.

I suoi colleghi in un primo momento non sembrano convinti, poichè non credono all’esistenza di un mercato per un prodotto come quello, di piccole dimensioni e senza la possibilità di registrare.

Morita però insiste e riesce a spuntarla: nel 1980 nasce il Walkman; la cosa curiosa, ma caratteristica di Morita, è che non fa condurre ricerche di mercato: “La gente non sa cosa è possibile fare. Siamo noi a saperlo”, dice.

Curiosamente, nei primi tempi il prodotto non viene diffuso con il suo nome attuale, poichè la Sony America pensa che sia un termine inglese poco evocativo, e lo cambia in Soundabout per il mercato statunitense; in Svezia invece viene conosciuto come Freestyle, mentre in Gran Bretagna prende il nome di Stowaway.

Morita non è soddisfatto di questo approccio, e quando riceve i primi resoconti di vendita negativi si basa su quelli per fare applicare al prodotto lo stesso nome, Walkman, in tutto il mondo.

Il termine è entrato da allora a far parte del lessico comune.

Un’altra innovazione Sony riguarda la tecnologia video.

Betamax, il sistema video di Sony, viene battuto da VHS nella lotta per l’affermazione di uno standard nel settore, ma l’azienda svolge comunque un ruolo fondamentale nel rendere la videoregistrazione per uso domestico una tecnologia diffusissima.

I profitti crescono e Morita continua a inseguire senza posa il suo progetto di globalizzazione.

La sua espressioneThink globally, act locally” [traducibile come “pensare a livello globale, agire a livello locale!, n.d.t.] descrive alla perfezione il nascente concetto di corporate che trascende i confini nazionali.

Teorici del management come Theodore Levitt e, più tardi, Kenichi Ohmae rendono questa espressione molto diffusa, tanto che da allora è diventata parte del linguaggio imprenditoriale.

Pur avendo fatto diventare la Sony un’azienda da miliardi di dollari Morita, che è egli stesso miliardario, non è capace di riposarsi: la sua travolgente energia lo porta a dedicarsi a passatempi come le immersioni, lo sci e il tennis, tutte attività intraprese dopo i 50 anni, e a mantenere questo ritmo fino a quando non viene colpito da infarto durante una partita di tennis.

La malattie lo costringe a rassegnare le dimissioni da presidente della Sony nel 1993; muore nell’ottobre 1999.

Con il dono di una straordinaria energia, amante del rischio e caparbio nel seguire il proprio istinto, Morita si è più volte affidato a una semplice intuizione, in primo luogo quando ha deciso di non lavorare nell’attività di famiglia e di dedicarsi invece a una propria attività nel campo dell’elettronica, nonostante avesse un’esperienza praticamente nulla nel settore.

Il suo grado di ambizione è risultato ancora più evidente quando ha preso la decisione di estendere i propri interessi agli Stati Uniti, in un momento in cui il Giappone non era certo famoso per la sua tecnologia nè per la qualità dei suoi prodotti.

Per merito di Morita l’innovazione giapponese ha raggiunto notorietà mondiale: sostenendo la globalizzazione come l’inevitabile tendenza del futuro, egli ha impresso alla Sony, a partire da questo assunto, un carattere autenticamente globale.

Un ulteriore merito di Morita è stato quello di aver reso l’elettronica di produzione giappoonese sinonimo di innovazione, nel design e nella funzionalità.

La storia di Morita è un esempio delle straordianarie capacità della mente e della capacità di alcuni essere umani di non limitarle, di farle esprimere liberamente e di realizzare grandi sogni che fanno la storia dell’umanità.

Un abbraccio e alla prossima affascinante storia.

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1 opinione riguardo a “Akio Morita: quello che ha inventato il Walkman

  1. Grazie…bello…
    Rivorda che accumulare beni materiali leva sol Tempo preziosissimo x accumulare invece beni spirituali accrescere il corpo spirituale….
    Che gli serve esser miliardario se poi schiatta ed addio ???
    Realismo vero raga !!
    :veri valori allo ci sara gioia vera x tutti !!

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