Abitudini e Scala dei valori: Aspetti positivi e negativi delle abitudini

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abitudini

Ciao, con questo articolo voglio riflettere sul ruolo positivo o negativo di certe abitudini e con l’importanza che riveste da parte nostra impegnarci per arricchire la nostra vita di abitudini che producano valore nella nostra esistenza.

Innanzitutto che cosa si intende per abitudine?

Per abitudine si intende un comportamento reiterato.

Un abito, si dice, cioè una naturale tendenza dell’individuo a compiere automaticamente o spontaneamente una certa esperienza.

Ma l’abito fa il monaco o non fa il monaco?

Cioè il comportarsi in una certa maniera vuol dire essere in una certa maniera?

La risposta è NI nel senso che secondo la mia esperienza chi si comporta continuamente in una determinata maniera ha scelto di essere in un certo modo.

O si è abituato ad essere in un certo modo.

Ma l’abitudine puo’ essere cambiata?

Si, con molto impegno e con la volontà!

Come si crea un abitudine?

Con una esperienza!

Faccio un esempio: ho notato che a volte quando mi voglio fermare a mangiare qualcosa in un posto che non conosco, scelgo un bar a caso …

… mi capita, quando ripasso in quel posto o in un posto vicino, di cercare, per abitudine quel posto perchè mi è famigliare perchè il mio inconscio riconosce quell’azione come poco dispendiosa per il sistema.

In certi casi mi capita di percorrere dei chilometri per raggiungere un posto non troppo carino, solo per abitudine, quando potrei già fermarmi e andare al bar più vicino.

Infatti molto spesso le abitudini sono automatismi: nascono da una esperienza che in qualche modo arreca al nostro sistema un certo vantaggio netto e si consolida perchè nel farla l’organismo prova in un certe senso piacere.

Ma ci sono abitudini positive e negative!

Per esempio conosco persone che hanno l’abitudine di fumare sempre una sigaretta dopo il caffè: si sa che fumare fa male ma quel gesto arreca al sistema un vantaggio netto che è il risultato dello svantaggio non immediatamente percepibile (mi riferisco alla salute) e al piacere che quel gesto procura all’individuo (somma algebrica).

Altre abitudini, per esempio fare mezz’ora di allenamento fisico ogni settimana arrecano un vantaggio di lungo periodo indiscutibile.

Ma allora perchè se determina un vantaggio c’è tanta gente che non fa esercizio fisico?

Perchè queste persone collegano al compiere l’esercizio una sensazione di “disagio o malessere” che molto spesso è solo costruita dalla mente e non è reale.

Conosco persone con un rapporto matrimoniale pessimo che invece di dedicarsi a coltivare un dialogo con il proprio coniuge hanno adottato diverse abitudini non costruttive come:

  • accendere la televisione quando si cena;
  • scappare subito dopo pranzo per andare a fare una partita a carte con gli amici;

Queste abitudini non danno evidentemente un vantaggio di lungo periodo per l’individuo che le adotta.

Ho notato che l’adozione di una abitudine ha molto a che fare con la scala di valori dell’individuo.

Se per esempio un individuo ha come valore “mangiare bene e di gusto” alto nella sua scala e il valore “essere in forma fisica” molto più basso, avrà molta difficoltà a curare la propria salute fisica per la presenza di un conflitto di valori.

Ma come si fa allora ad acquisire abitudini positive e costruttive per la propria esistenza?

La domanda richiede una riflessione e uno studio approfondito di se e di alcuni testi che trattano questo argomento, per cui ho pensato di suggerirti un titolo che a me ha dato tanto:

Dopo aver letto questo ed altri testi, ti invito a mettere in pratica tutti i giorni nella quotidianità i consigli che hai trovato: diventerai consapevole di tutti i comportamenti automatici (e sono tanti) e questa consapevolezza ti aiuterà a conoscerti meglio (a conoscere meglio il funzionamento della tua “macchina uomo”) e getterai così le basi per un cambiamento in meglio della tua esistenza.

Se vuoi racconta la tua esperienza o quello che ne pensi in merito a questo importante argomento scrivendo nella bacheca dei commenti che trovi di seguito.

La tua testimonianza è molto preziosa per tutti!

Michele Russo


11 opinioni riguardo a “Abitudini e Scala dei valori: Aspetti positivi e negativi delle abitudini

  1. Complimenti Michele per la completezza che contraddistingue i tuoi articoli. Non c'è niente da aggiungere, hai esposto il concetto in modo molto preciso.
    Vorrei comunque condividere il mio pensiero in merito…
    Credo fondamentalmente che siamo tutti assetati di benessere a 360 gradi (colpa dell'ego, non l'ho inventato io…)
    Ognuno ha i propi gusti e preferenze in base al modo in cui vede il mondo, ma avere "tutto e subito" è un desiderio che nel profondo abbiamo tutti…. si proprio come i bambini :-))
    Il problema è che vorremmo avere tutto con il minimo sforzo, quindi spesso facciamo la cosa che ci fa più comodo a breve termine senza pensare a quello che ci porta a lungo termine….
    ad esempio mangiamo troppo ad una cena per sentirci pieni e appagati per un'ora, poi stiamo male i 3 giorni successivi per aver mangiato troppo, invasi anche dal senso di colpa (chi non ha mai detto "questa è l'ultima volta che esagero a tavola, da domani dieta! e la dieta non inizia mai….
    altro esempio potrebbe essere il tradimento o la scappatella, la classica occasione cha fa l'uomo ladro, si tradisce il partner si cede alla tentazione di un momento per starci poi male una vita intera causa divorzi solitudine sensi di colpa ecc….
    purtroppo a volte siamo come dei bambini a cui è scivolata la palla dall'altra parte della strada (piacere a breve ternime) e andiamo subito a prenderla senza vedere le macchine che sfrecciano e ci investono (dolore tutta la vita!)
    Quindi il concetto secondo me è che come essere umani tendenzialmente ci sfugge il controllo di mano, ed il modo per evitarlo è AVERE CHIAREZZA su quello che vogliamo.
    Una volta fatta chiarezza su quello che vogliamo "magicamente" sappiamo COME COMPORTARCI per raggiungerlo. Ovviamente ci sono molti fattori esterni che caratterizzano la strada, ma almeno sappiamo quale dobbiamo prendere e come ci si deve comportare.
    Da qui nasce la disponibilità allo "sforzo" da compiere per fare quello che vogliamo fare, che paradossalmente non è più uno sforzo perchè quando fai qualcosa per avere un piacere a lungo termine lo fai sempre con piacere ;-)) Ti fa sentire una persona migliore, stai meglio con te stesso/a e gli altri ti percepiscono come persona da seguire come esempio entrando nel circolo virtuoso…

    Scusate la forma grammaticale… mi sa che non è delle migliori ma l'ho scritto al volo…avevo cmq il piacere di condividere!
    Ciao Michele e Grazie!

  2. Ciao Franci … grazie di aver condiviso la tua opinione e complimenti per le considerazioni, trasmesse in maniera semplice e chiara. Torna pure a scrivere su Tradingfubro.net, mi piacerebbe che anche Elisa (se ispirata dal contenuto di qualche articolo) dicesse la sua poichè sappiamo entrambi la sua competenza e esperienza delle dinamiche psicologiche umane. Complimenti di nuovo!

  3. Voto +1 messo! :-))
    Ovviamente gli argomenti sono interessanti anche per la Dott.ssa Elisa Bonazzi, e la invito ufficialmente da qui a condividere le sue conoscenze ed opinioni negli argomenti trattati di suo interesse e competenza.
    Complimenti ancora per il sito e lo spessore degli argomenti Mik.
    E' sempre un piacere!
    Francesco

  4. Grazie raga, ma parlare di competenza è un eufemismo! (fa figo sto termine eh?! :-)))
    Complimenti per il tuo sito Michy! Contenuti interessantissimi ed argomentazioni di valore!..E magnifico l’intervento del Dott. Moschetti Francesco!!!!

    Dunque..Abitudine…. “cade proprio a fagiolo” una citazione di Proust:
    “L’abitudine! Ordinatrice abile ma terribilmente lenta, che comincia con il lasciar soffrire il nostro spirito, per settimane, in una sistemazione provvisoria; ma che, nonostante tutto, esso è ben contento di incontrare, giacché senza l’abitudine, e ridotto ai suoi soli mezzi, sarebbe impotente a renderci abitabile una casa.” (M. Proust).

    Ecco l’ambiguità dell’abitudine. Com’è noto biologicamente siamo predisposti ad essere abitudinari: il nostro sistema neurale tende alla reiterazione dei nostri schemi comportamentali. Tutto ciò appaga il nostro bisogno di sicurezza, di emarginazione dell’ansia,..in sostanza di vivere nella cosiddetta “zona di comfort”. Inoltre, l’abitudine permette di utilizzare, nelle varie situazioni che si presentano, “tracciati” cerebrali già noti, con un risparmio energetico notevole per la nostra attività cognitiva. Tuttavia per quanto possa essere buona un’abitudine è fondamentale ABITUARSI A NON ABITUARSI: solo così si potranno allargare i propri orizzonti, si darà una chance al cambiamento e si porranno le fondamenta per la crescita personale..L’abitudine intorpidisce l’anima, la costringe in un luogo di prigionia rendendola schiava..

    “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
    Giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore ai vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.
    Muore lentamente chi evita una passione..”
    (Martha Medeiros – Pablo Neruda)

    Oggi voglio cambià..voglio arrivà in anticipo al mio appuntamento..
    ..ma che ore so'? oh! cazzo..gnè..
    ..miga è così facile cambià un'abitudine!.. ;)

    Ciao a tutti!!!!..e Grazie!!
    Eli

  5. Grande videooooo!!!!! Sei il numero unoooooooooo Mikkkkk!!!!!!!
    La possibilità che offri nel sito di collaborare attraverso la pubblicazione degli articoli è moooooolto interessante….. potrebbe nascere qualcosa di molto produttivo… a volte l'opportunità è proprio dietro l'angolo…

  6. Trooooooooooooooooooooppo figo il video!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :)
    ..e grande idea quella che hai avuto!!!!!..I miei migliori auguri per un decollo immediato.. ;)

  7. Ebbene sì, 2012 lavoro vecchio fatto per 5 anni in una azienda di 27 dipendenti dove per i titolari sei solo un peso.Tutti con la testa bassa , tutti che alla mattina entrano con il viso scuro, tutti che fanno i caXXi suoi, tutti solo contenti di prendere lo stipendio a fine mese, poi tutto si ripete giorno per giorno, ora per ora ed il tempo passa e nel loro volto leggi l'infelicita'.Ho deciso di passare nel 2013 a lavorare per una azienda piu' piccola totale 4 persone , azienda sana, lontano da casa 35km, con un titolare di 47 anni,con una mentalita' piu' aperta, ed un ambiente + positivo.Ho deciso di andare fuori da una zona di confort che ormai stava stretta, i miei colleghi mi hanno detto che sono pazzo… ed io ho risposto non vi state neanche accorgendo che piano piano state morendo.Se mi va male nessuno mi ammazza qualcosa sara' mi daro' da fare sempre per migliorare ma di certo non trovo giusto aspettare per morire lentamente ogni giorno facendo sempre le stesse identiche cose .Grazie Michele tanti auguri di BUON NATALE CONDIVIDO con te tutto quello che hai detto. Un abbraccio forte Vittorio.

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