Warren Buffett: Svelati i Segreti del più grande Investitore di tutti i tempi

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Warrenn Buffett: l'Oracolo del Value Investing

Warren Buffett è il secondo uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 37 miliardi di dollari, secondo solo a Bill Gates.

Secondo me Buffett è il più grande investitore del mondo di tutti i tempi ed è il mio punto di riferimento principale tanto che ho realizzato un’Opera sul Value Investing che ti dice per filo e per segno come scovare i titoli più promettenti del mercato (Si chiama Yahoo Finance Value Investing e la trovi su Google o sulla Sezione Risorse di Tradingfurbo.net).

Investi Ora nell’Opera che rappresenta

la Sintesidei Segreti di Warrenn Buffett

Probabilmente se sei qui sei interessato a strategie sicure di investimento come le obbligazioni o al limite i fondi, ma considerando che Warren Buffett ha realizzato con le azioni dei guadagni costanti e ben superiori, vale la pena approfondire la strategia del Value Investing di cui Buffet è l’emblema.

Pillola di Buffett Numero 1: Warrenn Buffett è il più grande investitore di tutti i tempi. Io l’ho studiato e ho realizzato Yahoo! Finance Value Investing che è l’Opera che condensa in un Video Formativo tutti i suoi Segreti

E’ chiaro che non è facile ottenere le stesse performance dell’Investitore più abile di tutti i tempi ma se approfondirai con la mia Opera in Video ti assicuro che ci andrai vicino.

Questa opera sul Value Investing ha avuto un successo strepitoso perchè è stata apprezzata e compresa anche da persone come te che sapevano poco o nulla di Investimenti (anche se diversi di questi hanno apprezzato anche l’Opera Base “Trading On Line Success Kit”).

Trovi un link diretto alla pagina di presentazione di Yahoo! Finance Value Investing anche nei post scriptum in coda a questo articolo.

Ecco come è andata per Warren Buffett: ecco la sua Storia.

Si laurea nel 1930 alla Columbia Businness School, fin da adoloscente ha avuto sempre il “pallino degli affari”.

Warren a soli 11 anni ha incominciato ad investire i suoi risparmi in Azioni e a 14 anni ha comperato un appezzamento di terreno che affittava ai pastori locali.

Una delle sue frasi più celebri è: “l’investimento è come il matrimonio per un cattolico: per la vita!“;

Pillola di Buffett Numero 2: Warrenn Buffett ha iniziato ad investire molto presto (a soli 11 anni) e in questo modo ha accumulato tantissima esperienza, ha perseverato e ha fatto lavorare per anni il suo capitale.

Questo la dice lunga sulla sua filosofia di investimento di Buffett che si basava sullo “scovare” delle aziende il cui valore di mercato fosse molto inferiore al reale valore intrinseco, basata sulla teoria del Value Investing che Graham  iniziò ad insegnare alla Columbia nel 1928.

Secondo tale teoria, scovando aziende con queste caratteristiche si poteva avere un “margine di sicurezza“, che può essere considerato in pratica, una misura della sicurezza dell’investimento che si sta facendo.

Maggiore è la differenza tra il prezzo di mercato e il valore intrinseco dell’azienda che si sta prendendo in considerazione, maggiore è il margine di sicurezza (chiaramente considerando il prezzo di mercato molto inferiore al valore intrinseco, come dicevamo prima).

E’ una strategia di investimento orientata al valore!

Pillola di Buffett numero 3: Gli affari si fanno quando si compra acquistando azioni di grande valore ad un prezzo più basso possibile e con un ottimo potenziale di crescita. Le aziende migliori sono quelle trascurate dal mercato.

E’ chiaro che bisogna avere le competenze per saper valutare una azienda, ma Buffet diceva sempre che non ci vuole una precisione millimetrica per fare questo, nel mercato è pieno di aziende con queste caratteristiche.

E allora uno potrebbe chiedersi: ma perchè allora se questo metodo funziona e nel mercato ci possono essere tante occasioni, gli investitori non applicano questo metodo?

Perchè c’è una “psicologia dei mercati” che tende a far oscillare una quotazione in maniera che molto spesso ci sia uno scarto veramente eccessivo tra valore di mercato e valore reale del titolo.

Per spiegare meglio di questo concetto e capire quale dovrebbe essere l’atteggiamento dell’investitore rispetto alle fluttuazioni di mercato, Graham elabora la straordinaria allegoria di “Mr. Market“:

“Immaginiamo che i prezzi di mercato provengano da un tipo molto accomodante, di nome Mr. Market, che si trova ad essere il vostro partner in un’attività non quotata. Giorno dopo giorno, senza mai venir meno alla sua abitudine, Mr. Market si presenta da voi fissando un prezzo a cui è disposto a rilevare la vostra quota oppure a vendervi la sua. Anche se il business di cui voi due siete proprietari potrà avere caratteristiche economiche stabili, le quotazioni di Mr. Market stabili non lo saranno affatto.Triste a dirsi, infatti, il vostro povero socio soffre di incurabili problemi psicologici. A volte si sente euforico e riesce a vedere solo i fattori favorevoli che influenzano la vostra attività. Quando è in quello stato, il prezzo che offre è molto alto perché teme che voi gli strapperete la sua quota, derubandolo di guadagni imminenti. Altre volte è depresso e guardando nel futuro riesce a vedere solo guai per il vostro business e per il mondo. In questi momenti fisserà dei prezzi molto bassi, terrorizzato dall’idea che voi siate sul punto di rifilargli la vostra quota. Mr. Market ha un’altra gradevole caratteristica: non se la prende se viene ignorato. Se la sua quotazione di oggi non è di vostro interesse, domani ve ne proporrà comunque una nuova. Ogni transazione è a vostra discrezione. Ed è chiaro che, a queste condizioni, quanto più il suo comportamento è maniaco-depressivo, tanto meglio è per voi.”

Pillola di Buffett numero 4: I mercati hanno una loro psicologia perchè sono fatti da persone. Individua i momenti in cui il mercato è di “mal umore” ed è pessimista, qui gli investitori vedono tutto nero e sono disposti a cederti i loro titoli a prezzi favorevoli.

Warren Buffet ha detto: “Il prezzo è ciò che paghi, il valore è ciò che ottieni”.

Molti investitori considerano il beta come misura del rischio di un investimento, per cui se c’è un crollo della quotazione di mercato dettato da un “Panic Selling” e la quotazione di una azienda il cui valore intrinseco, mettiamo, è 1000 scende al di sotto di 10, il beta per questo investimento è molto alto, per cui l’investimento è considerato molto rischioso.

Invece Buffet penserebbe che questo investimento è una ottima occasione, perchè in questo momento si ha l’opportunità di acquistare una società a sconto, perchè se quella stessa società dovesse essere in questo momento ceduta da chi la possiede, egli non sarebbe assolutamente disposto a cederla a meno di 1000, poichè sà che quello è il suo valore.

Se molti investitori adottassero la strategia del “Value Investing” ci sarebbe molta meno discrepanza, sui mercati, tra il prezzo di mercato e il valore intrinseco della società, ma la tendenza sembra confermare che i mercati si stanno allontanando sempre di più dai criteri proposti da questa teoria.

Tra l’altro Buffet era molto ironico quando esprimeva le sue convinzioni in conferenze internazionali e sembrava quasi prendere in giro i grandi della finanza, perchè non capivano queste “banali” distinzioni.

Pillola di Buffett numero 5: I momenti di panico sono visti dal Gregge come momenti sfavorevoli mentre invece sono i migliori momenti per un investitore. In questi momenti si fanno affari grossi.

Nel discorso del 17 maggio 1984, pubblicato come The Superinvestors of Graham-and-Doddsville, Buffet esamina le straordinarie performance di quegli investitori che lavorarono nella Graham-Newman Corporation e che furono allievi di Graham, te lo riporto in versione integrale:

I superinvestitori di Graham & Doddsville

[…] Sono convinto che nel mercato c’è molta inefficienza. Gli investitori di “Graham & Doddsville” non hanno fatto altro che sfruttare con successo le divergenze tra prezzo e valore.

Quando il prezzo di un’azione può essere influenzato dal “gregge” degli investitori, e fissato al margine dalla persona più emotiva, o più avida o più depressa, è difficile sostenere che il prezzo di mercato sia sempre razionale. In realtà, i prezzi di mercato sono spesso privi di senso.

Vorrei dire una cosa importante a proposito del rapporto tra rischio e rendimento. Rischio e rendimento hanno a volte una correlazione positiva. Se qualcuno mi dicesse: “Ecco qui un revolver a sei colpi con dentro un solo proiettile. Perché non fai ruotare il tamburo e premi una volta il grilletto? Se sopravvivi ti do un milione di dollari.” Rifiuterei l’offerta, ribattendo forse che un milione di dollari non è abbastanza.

Questo qualcuno potrebbe allora offrirmi 5 milioni di dollari per premere il grilletto due volte. Ecco, in questo caso ci sarebbe una correlazione positiva fra rischio e ricompensa!

L’esatto opposto è vero nel caso del value investing. Acquistare un biglietto da un dollaro a 60 centesimi è più rischioso che acquistarlo a 40. Eppure la ricompensa attesa è maggiore nel secondo caso che nel primo. Maggiore è il ritorno potenziale, nel portafoglio orientato al valore, minore è il rischio.

Facciamo un rapido esempio. Nel 1973, il gruppo Washington Post aveva una capitalizzazione di Borsa di 80 milioni di dollari. Ma i suoi asset avrebbero potuto essere venduti, in quegli stessi giorni, a uno qualsiasi tra una decina almeno di possibili acquirenti per non meno di 400 milioni di dollari, e probabilmente per molto di più.

Il gruppo controllava il Post, Newsweek, e diversi canali televisivi in mercati importanti. Queste stesse proprietà valgono ora 2 miliardi di dollari, ed è chiaro che chi le avesse comperate per 400 milioni non si sarebbe comportato da pazzo.

Ora, se il crollo del titolo fosse stato ancora più forte, tale da ridurre la capitalizzazione a 40 milioni invece di 80, il  sarebbe stato più alto. E per quanti pensano che il beta misuri il rischio, il prezzo più basso avrebbe reso il titolo più rischioso.

Ma questa è una logica da Alice nel Paese delle Meraviglie! Non ho mai capito perché dovrebbe essere più rischioso comperare proprietà del valore di 400 milioni di dollari al prezzo di 40 milioni piuttosto che a quello di 80 milioni […]

Certo, bisogna avere le conoscenze che ti consentono di arrivare a una stima complessiva del valore delle attività sottostanti. Ma mica occorre una precisione millimetrica.

Questo intendeva Graham quando parlava di margine di sicurezza. Non cerchi di acquisire attività del valore di 83 milioni per 80 milioni. Ti lasci un margine enorme. Quando costruisci un ponte, insisti che possa reggere 15 tonnellate, ma poi ci fai passare carichi da 5 tonnellate. Lo stesso principio vale per gli investimenti.

Per concludere, qualcuno tra voi più dotato di senso degli affari potrebbe chiedersi perché io dica queste cose. Far crescere il numero dei convertiti all’approccio orientato al valore ridurrà per forza di cose lo scarto fra prezzo e valore.

Ma quel che posso dirvi è che il segreto è noto ormai da 50 anni, da quando Ben Graham e David Dodd scrissero “Security Analysis”. Eppure, non ho notato nessuna tendenza a una maggiore popolarità del value investing, nei 35 anni in cui io l’ho praticato.

Sembra esserci qualche perverso tratto umano che rende difficili le cose semplici. Il mondo accademico, anzi, nell’ultimo trentennio si è allontanato ancor di più dall’insegnamento del value investing. Ed è probabile che le cose continuino così.

Le navi circumnavigheranno il pianeta, ma i membri della Società della Terra Piatta non faranno che crescere di numero. E quanti avranno letto Graham & Dodd continueranno a prosperare.

Pillola di Buffett numero 6: La mente dell’Investitore è quasi sempre perversa. Rende difficili le cose semplici. Per diventare ricco con il Value Investing ti devi concentrare sul migliore ritorno potenziale e solo successivamente sul prezzo che è richiesto per avere quel valore. Focalizzarsi solo sul pagare poco a volte può essere il tuo vero problema. Il miglior compromesso è trovare il giusto rapporto tra prezzo e valore di un certo asset.

Le risorse che possono essere interessanti sono:

the intelligent investor: libro, semplificato rispetto a “Security Analysis” di Graham che spiegerebbe dettagliatamente il metodo con cui Warren Buffet procede alla valutazione delle società;

Security Analysis: per chi vuole conoscere dettagliatamente il contenuto delle lezioni che Graham elargiva negli anni ’20 alla Columbia.

Ti consiglio anche di seguire questo video dedicato al Value Investing sul mio canale YouTube:

Quest’altro invece è un articolo dedicato a Warren Buffett:

Scarica anche il mio Pdf “I Segreti di Warren Buffett“.

Buona Ricerca e mi raccomando, se vuoi scrivere qualcosa che arricchisca questa biografia, sei il benvenuto!

Utilizza il pulsante dei commenti che trovi qui sotto!

Ciao e al prossimo post.

Michele

p.a.: se vuoi aspirare a far parte del gruppo dei più grandi investitori del mondo devi leggere questo.

p.s.2: ti consgilio di acquistare l’Opera “Yahoo! Finance Value Investing” che ti insegna facilmente come riconoscere ed acquistare in poche mosse i titoli migliori del mondo in questo momento, quelli che gli altri non conoscono e che ti possono far guadagnare un sacco di soldi in poco tempo.

p.s.3: visita la mia pagina su Facebook dedicata a Warren Buffett e la pagina su Linkedin dedicata al Value Investing.


18 opinioni riguardo a “Warren Buffett: Svelati i Segreti del più grande Investitore di tutti i tempi

  1. Ciao Michele.

    A proposito dell’approccio del Value Investing, tu come ti poni?
    Cioè, nella tua pratica (e nei tuoi videocorsi) incroci gli altri tipi di analisi anche con la ricerca del valore reale del titolo?

    Saluti

    Antonio

  2. Ciao Antonio e grazie per il commento…
    l’approccio “value Investing” è ideale per le aziende a piccola capitalizzazione… quelle che non conosce nessuno…
    quelle che possono anche avere una altissima volatilità… che se perdi il 20 per cento in una giornata non ti caghi sotto… :-)
    l’approccio di solito è molto long… Warren Buffett è diventato miliardario con questo sistema… sapeva riconoscere le
    aziende superscontate a cui nessuno prestava attenzione… leggeva i bilanci raccoglieva le sue informazioni e investiva…
    investiva talmente tanto che si trovava ad avere il potere decisionale maggioritario… non restava che diventare un
    imprenditore… cioè Warren è diventato imprenditore perchè è stato quasi costretto dal fatto che aveva delle quote talmente
    preponderanti nelle aziende su cui investiva che poi era costretto a seguirle…
    Storie del tipo che investi in un azione che paghi 1 euro e dopo anni percepisci un utile annuale che vale dieci volte tanto…
    queste storie sono possibili anche adesso ma bisogna saper leggere i bilanci e avere la consapevolezza che uno stile di
    questo tipo ti può obbligare a partecipare decisionalmente alla vita societaria…
    L’Opera Trading On Line Success Kit che trovi allla sezione risorse di Tradingfurbo.net propone invece un metodo semplificato
    ma molto molto attendibile ed efficace; si basa sul metodo da me ideato e brevettato “Analisi Tecnica Intuitiva” che consente
    con una rapida occhiata e sulla base di certe informazioni grafiche di stabilire i tempi e i modi di una strategia che nell’arco di
    pochi mesi può farti guadagnare anche il 20 per cento.
    Chiaramente ci vuole molta pratica ma nell’Opera Trading On Line Success Kit ci sono le basi Teorico Pratiche essenziali e necessarie
    per costruire la propria ricchezza.
    Grazie della domanda.
    Ritorna presto a commentare.
    Mik

  3. A proposito di mondo accademico che non sa che pesci pigliare mi è venuto in mente una storia raccondata dal trader V. Sperandeo.

    Sperandeo ha messo a punto un particolare trading system dove bisogna riconoscere una particolare figura nel tracciato grafico delle quotazioni per sapere in quale momento conviene comprare o vendere i titoli.

    Lui ha fatto fortuna così poi, come scommessa fatta con un quotifdiano del settore (parlo degli anni 70) ha detto che avrebbe insegnato bene il metodo a dei laureati in economia di harward e sosteneva che con le loro credenze limitanti nessuno di loro avrebbe guadagnato cifre considerevoli.

    Diete un milioni di dollari per ognuno di questi neo laureati e gli ha chiesto di investirli utilizzando il suo metodo per un anno. Lui fece la stessa cosa.

    Dopo un anno, su 30 laureati con il massimo dei voti, soltanto 2 sono riusciti ad andare poco più del pari, gli altri erano tutti in perdite consistenti… Sperandeo aveva triplicato il capitale.

    Facendo l’analisio a posteriori delle mosse fate dei studenti, ci si è accorti che onguno divagava nelle proprie convinzioni e finiva con il seguire le proprie emozioni comportandosi come un gregge di pecore al pari di qualunque altro investitore.

  4. Grazie Patrizio per l’apporto che hai dato al sito…
    la storia è interessante e curiosa e dimostra il fatto che il Trading On Line come la vita risente moltissimo del fattore psicologia…
    ossia è inutile che tu abbia un metodo infallibile se poi, preso dall’emotività, non lo attui…
    paradossalmente si potrebbe anche investire i propri soldi con una monetina a caso… questo metodo paradossalmente lasciato
    al caso potrebbe essere molto più efficace di quello adottato (non adottato :-) dalla maggior parte dei Trader se fosse invece
    sostenuto da una ottima e coerente strategia di Money Management…
    Il money management è fondamentale e sicuramente tu sai scriverci qualche considerazione su questo argomento…
    Te la senti? Sarei felice di leggerla…
    Grazie ancora per il tuo contributo
    Michele

  5. Il money managment lo considero un metodo, o meglio, una vera e propria disciplina. All’inizio della mia attivitrà di trader (nel 98) mi affannavo a cercare sistemi per il trader sempre più efficaci o che teoricamente fornivano perfromance migliori, ma nel corso degli anni scoprii che il sistema di trading efficace senza un buon money managment non serviva a niente.

    Ho letto molto sull’argomento, ma alla fine ho tratto le mie conclusioni basati sullo studio di diversi “case study” di persone che ho avuto modo di conoscere in prima persona. Non è importante essere dei geni dell’economia per guadagnare molto nel campo finanziario, anzi, ho notato che le persone con bassi titoli di studio tendono ad essere dei trader migliori di quelli con titoli altisonanti.

    Come mai? non lo so, ma penso derivi dal fatto che chi ha titoli di studio inferiori si fidi di più dei sistemi consigliatoli e lo applica in modo pedissecuo mentre chi pensa di essere intelligente o super istruito tende a prendere l’iniziativa e si ritrova alla fine con il fare solo grosse perdite.

    Dal mio punti di vista il money managmet si può condensare tutto come nella capacità di avere una grossa auto disciplina che occorre per applicare delle tecniche proprie del m.m. in modo tale che si riesca a salvaguardare il capitale.

    Ne posso citare alcune come il fissare sempre stop loss reali e non mentali; il non investire oltre il 10/20% di quello che abbiamo deciso di utilizzare per quella attività; il non intestardirsi se ci accrogiamo di essere contro corrente… come diceva Gann << se il tuo Trading System da 3 o 4 volte di fila un indicazione errata è evidente che cè qualcosa che non va nel trading e non nel mercato>> ecc.

    Paradossalmente, come hai detto tu, chi ha un buon m.m, anche senza un sistema di trading riesce a guadagnare e anche bene… Penso che tutti conoscano gente senza ne arte ne parte che fa investimenti anche del tutto casuali e riesce ad essere ricca mentre altre persone anche con grandi titoli di studio o menti brillanti che non riescono a cavare un ragno da buco. I primi hanno auto-disciplina e un m.m. efficace anche se non lo sanno e non ne sono consapevoli, i secondi si fanno guidare dalla superbia, dalle emozioni e si focalizzano troppo su aspetti secondari perdendo di vista la “palla” mentre giocano.

  6. La tua risposta è da incorniciare Patrizio! Grazie veramente per contribuire a fare di questo blog
    un punto di incontro importante per tutti gli investitori o aspiranti tali che vogliono interessarsi
    personalmente del loro destino finanziario. Come si dice: se non decidi tu per te e non porti avanti
    un tuo progetto, finirai sicuramente nel progetto di qualcun altro e questo potrebbe non piacerti.
    Senti per continuare su questo filo: puoi consigliare ai lettori qualche libro sul Money Management
    o che renda l’idea di quanto questo aspetto sia importante?
    Michele

  7. Sul money managment purtroppo non si trova molto in giro, od almeno non l’ho trovato io nel tempo. Tutti dedicano libri sul trading e all’interno si trovano alcuni consigli di m.m. come facenti parti del trading system stesso.

    L’unico libro che ho letto che effettivamente affronta in modo un po più diretto l’argomento è “L’arte di vincere in Borsa” scritto dall’Ing. Migliorino.
    E’ un libro che si legge d’un fiato, scritto in modo comico ed affronta in generale il comportamento degli investitori occasionali facendo notare gli errori classici e dando indicazione su come si sarebbe dovuto raggionare per evitare di farsi compromettere dalle proprie emozioni.

    Ho visto in libreria altri libri che sembravano argomentare sul m.m ma non li ho comprati e non ti saprei dire se sono buoni o meno.

  8. Ritorno nel post per chiedere se, oltre al testo da te consigliato, si possa passare per questi testi “italiani”:
    – Warren Buffett – L’investitore intelligente [88396] Hélène Constanty
    – I segreti di Warren Buffett – Come avere successo negli affari [88416] Mary Buffett, David Clark
    – Il vero Warren Buffett – Come gestire con successo capitali e persone [88432] James O’ Loughlin….

  9. Non conosco questi testi… mi sa che li dovrò ordinare… magari se lo fai tu facci sapere se sono validi…
    Grazie per il tuo intervento.
    Michele

  10. Ciao Michele.
    Scusa se ritorno su questo post. Rispetto ai tuoi consigli di lettura, sono già da un pò di tempo indeciso se intraprendere la lettura in inglese di “the Intelligent Investor”. La lettura corrente inglese la comprendo ma temo di trovare temi non facilmente riportabili in Italiano (quelli tecnici naturalmente). Tu cosa consigli (a parte studiare un po’ meglio l’inglese)? Mi posso cimentare?

  11. Cimentati pure… all’inizio sembra difficile… ma se insisti rompi la membrana della difficoltà e vedrai che per te leggere un testo di questo tipo sarà poco più che leggere un testo in italiano… ti verrà con naturalezza!
    Mik

  12. con tutte le fantastiche notizie che circolano sul web..
    300% in un mese..
    con un corso base raddoppi il tuo capitale dopo appena 10 trade…

    le persone non comprendono che investire nel lungo periodo possa dare risultati magnifici.

    e’ altresì vero che detenere in portafoglio titoli in perdita, e’ molto doloroso per la psiche, anche se di quei soldi non necessitiamo.

    stop loss…
    ultimamente ci siamo abituati a questi termini da Trading ma che poco si accompagnano con l’investimento.

    ho avuto titoli nel mio ptf che per oltre un’anno mi hanno fatto penare con % del 20 e anche 30 sotto.

    poi, qualcuno si e’ accorto delle potenzialità e il titolo ha iniziato a correre.

    quindi, prima di investire o tradare…facciamo un distinguo.

    Buona Domenica a tutti.

  13. in molti sono orientati al Guadagno immediato piuttosto che costruire Patrimonio mattone su mattone.

    io faccio sia l'uno che l'altro.

    Amo le aziende solide ma non disdegno il Trading.

    Per cui….Conti separati!!

    ma vi posso assicurare che e' molt dura non vendere titoli che hanno guadagnato il 30 % !!

    per poi scoprire che l'anno successivo avrebbero raddoppiato il capitale…

    Venditi e Pentiti??

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