Paura-Psicologia: Come vincere la paura
Arte della Ricchezza, comunicazione integrata, Ricchezza Vera La paura è un fatto assolutamente naturale e comune alla specie umana e non solo.
La paura è una “emozione-allarme” che ci costringe a “drizzare” le antenne e a valutare tutti gli elementi dell’ambiente esterno e interno a noi quando ci confrontiamo con una situazione che non conosciamo.
E’ il sentimento tipico dell’uscita dalla zona di comfort quando ci misuriamo con una situazione nuova e non ne conosciamo tutte le variabili.
Nel cammino che ti conduce da dove sei ora fino al luogo in cui ti troverai e alla persona che sarai, ti capiterà molto spesso di vivere il sentimento di paura, soprattutto se sei una persona sinceramente motivata a costruire una vita di valore per te e per i tuoi cari.
C’è una bella novità e voglio comunicartela subito: più agirai e più apprezzerai la paura e la riconoscerai come utile alleata.
C’è infatti un modo diverso di affrontare le paure, persone diverse affrontano ogni cosa in maniera diversa e per quanto riguarda l’approccio alla paura possiamo dividere gli individui in due categorie:
- quelle che si bloccano davanti alle situazioni che suscitano in loro un sentimento di paura e permettono a questa emozione di bloccare ogni tipo di loro iniziativa nel percorso che conduce alla realizzazione dei loro sogni;
- quelle che nonostante la paura agiscono lo stesso perchè hanno saputo sviluppare un rapporto sano con la paura: in queste persone la paura gioca un ruolo positivo e li porta ad uno stato di massima attenzione in cui l’individuo è in grado di esprimere il meglio di se stesso;
La paura è un sentimento da esperire e se si riesce ad osservare la paura come un “osservatore-esterno” si riuscirà a sfruttarla come strumento di conoscenza profonda di se stessi e delle situazioni che viviamo: bisogna imparare ad agire nonostante la paura!
Immagina la paura come un bambino di 2 anni che sta sempre con te, di cui ti devi prendere cura e che non puoi abbandonare: anche se hai un bambino da curare, dovrai continuare comunque a vivere e a portare avanti le faccende di ogni giorno; dovrai andare per esempio a fare spesa e il tuo bambino (la paura) incomincerà a piangere e a fare i capricci perchè non vuole venire a fare spesa con te, ma tu a fare spesa ci devi andare comunque e allora te lo porterai dietro: agirai nonostante i suoi capricci e ti accorgerai che facendo le cose tutto ritornerà alla normalità.
Io mi sono abituato a considerare la paura o più in generale il senso di disagio che provo davanti ad una cosa nuova come l’evidente segnale di una inadeguatezza nell’affrontarla e ho imparato ad accoglierla in maniera proattiva e a considerarla come un indicatore di una nuova opportunità di apprendimento.
Questo mi consente di affrontare con entusiasmo le situazioni inedite perchè ho la consapevolezza che ne uscirò con una esperienza in più e sarò in questo modo un pochino più ricco.
Molto spesso rimaniamo bloccati e non facciamo quello che dovremmo perchè abbiamo una grande abilità di immaginare l’improbabile e lo coloriamo delle vicende più “sfigate” che possono eventualmente capitarci.
Un disegno così nefasto ci porterà inevitabilmente e molto probabilmente alla paralisi.
Solo “agendo nonostante” ci accorgiamo di quanto siamo bravi a dipingere le situazioni più nefaste per noi.
In psicologia infatti FEAR (cioè paura in Inglese) è l’acronimo di Fantasized Experiences Appearing Real, cioè esperienze fantasticate che appaiono reali e vanno così a costituire la nostra “realtà virtuale-reale”.
Un esercizio molto interessante e molto efficace per conoscere le nostre paure e riconoscerle come la causa del nostro non agire si svolge in due fasi:
- la prima fase consiste nell’elencare tutte le cose che tendiamo a rimandare o che non facciamo con piacere. Per esempio: “non mi va di chiedere un aumento al capo”, “non mi va chiedere a quella ragazza di uscire con me”, “non mi va di dire a Carlo che non voglio più uscire con lui”.
- la seconda fase consiste nel riscrivere le frasi così elencate in maniera da evidenziare la paura come causa limitante; la formula è questa: io voglio chiedere a quella ragazza di uscire con me e mi intimorisco quando mi immagino che lei mi rifiuterà e io mi sentirò in imbarazzo”; questo esercizio ci permette di far venire a galla le nostre paure e finalmente riconoscerle come fattore limitante che ci rende così difficile fare le cose che sappiamo giuste per noi.
Il creatore delle tue paure sei solo tu, impara a giocare con le tue paure e ad agire nonostante tutto.
p.s.: sentiti libero di condividere questo articolo utilizzando il pulsante “Share the Wealth” che trovi in fondo all’articolo.
p.s. 2: commenta, commenta, commenta!!!
p.s.3: ho tratto spunto per questo articolo da un capitolo del fantastico libro di Jack Canfield;





Lascia un Commento