Ecologia della Ricchezza Personale

Come diventare ricchi con la proattività

http://www.tradingfurbo.net/proattivita-2/proattivita/

Proattività significa essere orientati all’azione.

Essere proattivi è il modo migliore per sviluppare pienamente il proprio potenziale e per compensare le situazioni in cui le cose non funzionano subito.

Quindi devi essere “proattivo”, ossia devi abituarti a prendere sempre l’iniziativa per far accadere tutto ciò che desideri.

Vedrai che questo nuovo atteggiamento ti darà risultati finali positivi, a patto che tu perseveri, senza mai lasciarti scoraggiare dalle battute d’arresto temporanee.

Non commettere errori, hai dentro di te la capacità di cambiare il tuo destino nella vita, a condizione che tu sia disposto a fare tutto quello che bisogna fare, anche quando non ne hai voglia.

Il modo migliore per iniziare a migliorare è lasciar andare definitivamente l’idea che gli altri sono responsabili di qualsiasi cosa ti abbia impedito di raggiungere i tuoi obiettivi.

Ammetto che può sembrare difficile accettare il fatto che TU hai la piena responsabilità per la realizzazione della tua “vision”, cioè lo scopo primario della tua vita. Ma quando ci riuscirai, diventerai come un pittore con una tela infinita su cui potrai creare un capolavoro.

Questi sono i principi cardine della Proattività e se li vuoi fare tuoi continua a leggere il mio articolo, scoprirai come diventare proattivo.

Nel corso della giornata tieni sempre in mente questa frase: “non possiamo controllare sempre quello che ci accade, ma possiamo sempre controllare il modo in cui reagiamo a ciò che ci accade.” Facendo questa distinzione abbiamo una scelta e questo ci dà il controllo, o almeno una certa influenza.

Ci sono 2 modi per gestire le circostanze: subire o AGIRE.

Stephen R. COVEY, nel suo bestseller “Le sette regole per avere successo”, chiama questi due atteggiamenti reattività e PROATTIVITA’. Nel primo caso si reagisce a quello che accade. Nel secondo invece scegliamo come comportarci.

Naturalmente l’approccio proattivo è molto più funzionale: Covey parla addirittura di un “5000% e oltre di differenza in termini di efficacia operativa, letteralmente la differenza tra il giorno e la notte.”

Le persone molto proattive accettano la responsabilità (che significa “abilità di risposta”) di scegliere la propria reazione agli eventi in base ai valori più importanti. Poniti domande potenzianti come queste: “Qual è la MIA risposta? Che cosa ho intenzione di fare IO? Come posso esercitare la MIA iniziativa in questa situazione?

Covey sfida i lettori a mettere alla prova il principio della proattività per trenta giorni: “Semplicemente PROVACI e vedi quel che succede. Per 30 giorni lavora soltanto nella sfera d’influenza (cioè su quei fattori che possono essere in qualche modo trasformati dal tuo operato).

Prendi piccoli impegni e mantienili. Cerca di essere una luce, non un giudice; un modello, non un critico.

Sii parte della SOLUZIONE, non parte del problema.

Provaci nel tuo matrimonio, in famiglia, sul lavoro.

Se fai uno sbaglio, ammettilo, correggilo e impara da esso: subito.

Astieniti da ogni atteggiamento deprecatorio, accusatorio.

Lavora sulle cose su cui hai facoltà di controllo. Lavora su di te. Sull’ESSERE

Se cominci a pensare che il problema sia “fuori” di te, datti una scrollata mentale. Perché il problema è proprio questo stesso pensiero.” Stephen R. Covey

In conclusione riassumo il messaggio fondamentale di questo post: puoi vivere in base alle tue scelte personali, o in balìa del caso. E’ logico che la decisione finale spetta solo a te.

Ma valuta attentamente perché qualunque cosa tu scelga avrà un impatto determinante sulla tua vita.

Che ne dici di scegliere il percorso proattivo, elaborando un piano d’azione concreto per far diventare realtà tutte le cose che desideri di più nella vita?

Decidi di vivere per scelta e non solo starai molto meglio tu, ma ne ricaveranno vantaggi anche tutte le persone più importanti per te.

È la tua vita, vivila alla grande!

 

Un caro saluto.
Raffaele Ciruolo

p.s.: se vuoi un audiolibro per imparare ad essere proattivo ed ottenere risultati fantastici ti consiglio di dare una occhiata a questo.


44 Commenti

  1. Grazia

    Infatti le persone "proattive " affermano in modo deciso "Io creo la mia vita" È una visione che richiede l'assunzione di responsabilità al 100% senza fare appello a forze esterne come il caso, i nostri genitori, il mondo etc. ma gestendo l'effetto dell'influenza di tutte le variabili incontrollabili della nostra vita.
    Fin qui il concetto e chiaro, ma volevo chiederti una domanda in proposito: Spesso mi sento confusa e non riesco ad avere quella sensazione di controllo sulla mia vita, spesso mi trovo in situazioni di disagio, non riesco a sentirmi in grado di cambiare ciò che non mi piace e mantenere ciò che funziona.
    Potresti darmi consigli e suggerimenti in merito?
    Ti ringrazio. Grazia.

  2. Raffaele Ciruolo

    Ciao Grazia, prima di tutto devi credere in te stessa! Devi avere la massima fiducia che ce la farai perchè hai già dentro di te tutto quello che ti serve per realizzare qualunque cosa tu desideri!
    Ho appena ascoltato la traccia 3 dell'ottimo audiolibro Il cammino dei grandi di Michele Russo. Il titolo è illuminante: Sentirsi grandi.

    Sentiti grande, perchè lo sei veramente! Sostituisci le tue convinzioni limitanti con nuove convinzioni POTENZIANTI del tipo:
    "Io sono perfettamente in grado di cambiare tutto quello che voglio nella mia vita. AGIRO' ADESSO e farò tutto ciò che è necessario fino alla piena realizzazione di tutti i miei obiettivi!"

  3. Michele

    Un grande benvenuto Raffaele su questo Blog, sarai il mio angelo custode come l'angelo custode di tutti i lettori. Abbiamo bisogno continuamente di rifocalizzarci per mirare ai nostri obiettivi attingendo a tutto il nostro fantastico e meraviglioso potenziale e tu sei la persona giusta per aiutarci. Siamo esseri divini. Dobbiamo soltanto scoprirci.

  4. Michela

    Essere proattivi….gran bella parola…colma di significato….sembra la chiave del cambiamento…sembra così facile esserlo…
    ma in effetti per me non è così.
    Io sono reattiva, reagisco alle situazioni e poi mi lamento che perchè non riesco ad attuare cambiamenti significanti nella mia vita.
    Io leggo un sacco di libri sulla crescita personale, sulla crescita finanziaria, sul successo….sono una fonte di conoscenza….eppure manca un anello importante: l' azione. NON METTO IN PRATICA.
    Ora sto lavorando molto su me stessa…cerco di modificare le mie convinzioni limitanti con convinzioni potenzianti…
    ed utilizzo anche le affermazioni positive come suggerisci tu Raffaele..me le ripeto come un mantra per convincermi di quanto valgo…di quanto sono potente….
    credi che questo è un percorso giusto per diventare proattivi????
    Mantra di oggi: io sono proattiva!!!

    Ciao

  5. Roberto

    …….non si finisce mai di apprendere cose nuove nella vita. Giuro che il termine "proattivo" non lo avevo mai sentito e trovo molto interessante la differenza nel modo di reagire alle cose. Il problema caso mai risiede nelle persone, nel loro dna, nel loro carattere. Se uno è un "toro" per sua natura carica quando vede rosso e sembra "troppo" tranquillo quando intorno è tutto calmo.
    La chiave di volta è ancora una volta nel controllare le proprie "emozioni" ma anche lasciarle sfogare quando si accumulano……………………..
    Comunque qualcosa di proattivo ho cominciato ad assimilarlo, se non altro proponendomi di seguire le cose che nascono in questo blog che trovo molto interessante al di là del mio scopo che è solo di carattere finanziario.
    Ma mi rendo conto che la ricchezza vera è tutta da un'altra parte.
    Vuoi vedere che aveva ragione uno con il saio nel 1300………..e che parlava con gli uccelli? Io qualche volta nel giardino osservo i merli volteggiare e tento anche di entrare in sintonia con loro…………..e li invidio per la libertà che hanno di fare quello che vogliono e anche dove vogliono. Non so se intendete quello che voglio dire……………ma quella è libertà assoluta!
    Un salutone.

  6. Anna Antonini

    Cara Michela, essere proattivi significa che invece di limitarsi a reagire agli eventi mentre accadono, si agisce consapevolmente per creare gli eventi personali. La maggior parte della gente pensa in modo reattivo e non proattivo. E reagire a certi eventi è un’ottima cosa. Ma diventa un problema quando questa è l’unica cosa che accade nella vita di una persona, niente di più che reagire istintivamente agli stimoli. Ciao Michela!

  7. Gianni

    Bello, ma non sempre applicabile.
    Ti faccio un esempio:
    incontri un pazzo che ti minaccia con una pistola,
    e tu sei una persona normale,non dotata di superpoteri,
    e neppure in arti marziali.
    Neppure vuole il classico o la borsa o la vita,
    ma semplicemente è un serial killer ed ha deciso di ammazzarti..
    in una situazione del genere, come sei proattivo?
    Altro caso:
    hai subito un furto di cose per te care…magari ricordi di parenti ormai morti…
    le forze dell'ordine non combinano nulla, eppure, appunto, proprio per essere proattivo, ti dici:
    no, non mi sta bene accettare il destino.
    Cosa fai per recuperare quanto rubato?

  8. Raffaele Ciruolo

    L'essere umano, di fronte ad un evento reale o mentale, ha tre possibilità:
    1) subirlo passivamente
    2) reagire spontaneamente, ovvero secondo modalità apprese divenute automatiche
    3) SCEGLIERE strategicamente il modo di AGIRE.

    Le persone PROATTIVE sanno potenziare le capacità di concentrazione e ragionamento, sanno imparare a pensare con logica, seguendo le regole del pensiero logico.
    La loro attenzione è rivolta a tutto ciò che rientra nella propria sfera di intervento, in pratica dove POSSONO FARCI QUALCOSA, e non dove non possono nulla.

    Lavorano costantemente per espandere la propria sfera di influenza in modo da avere un impatto sempre più efficace sul mondo.
    Ma, prima di tutto, i proattivi LAVORANO SU SE STESSI per aumentare la propria abilità di rispondere agli eventi, allenandosi ad agire e a prendere l'iniziativa quanto più è possibile.

  9. Gianni

    Grazie della risposta, ma mi pare pessimistica.

    Dici, infatti: "dove POSSONO FARCI QUALCOSA, e non dove non possono nulla. ".
    Ne arguisco (correggimi se non è così) che anche secondo te, Raffaele, in talune situazioni esseere proattivi o NON esserlo NON fa differenza.
    Dico bene?

  10. GM

    Concordo completamente con Gianni: il "problema" sta proprio qui: vi sono molti – troppi! – casi, in cui "l'atteggiamento positivo", che pure di per sé è utile (e costituisce un buon "primo passo"), non basta assolutamente.

    Ho conosciuto persone affette da malattie incurabili, che hanno affrontato con dignità e con "positività" il loro problema, sottoponendosi a tutti i trattamenti disponibili e consultando vari specialisti… non si sono arresi, ma infine… sono morte ugualmente…

    Certo: tanto di cappello a costoro, ma in termini di "risultati", nulla è mutato.

  11. federico

    Grande concetto ti vita il tuo caro raffaele . Questo da una spinta avanti a chi non vuole restare a guardare e cerca di migliorarsi per migliorare quello che può' sembrare negativo . Grazie

  12. Anna

    Non sono d'accordo con Gianni e nemmeno con l'anonimo GM , la proattività non può annullare dal mondo la violenza, nè tanto meno i eventi "estremi" della vita, ma può e serve a migliorare noi stessi e nella maggior parte dei casi migliorare la nostra prospettiva futura.
    Tu Gianni mi sembri un tipo "avvelenato" dal mondo e ti proietti in modo assolutamente pessimistico. Vuoi cambiare il mondo? Inizia a cambiare TE stesso! Una persona che vuole vivere e migliorarsi riesce a visualizzare le informazioni e a trarne il meglio. E poi tu hai la soluzione completa dei mali estremi? La proattività aiuta a migliorare sicuramente molti , nella maggior parte dei casi e stato veramente una terapia efficace. Io che lavoro in contatto con tante persone posso garantirti che ho avuto modo di verificare i risultati!

  13. Roberto

    ……….non c'è niente da fare! L'uomo è così………un'opera incompiuta della natura e in particolare per chi non crede a qualcosa di superiore che l'ha creata.
    Anch'io ho da tempo i miei dubbi sul senso delle cose e degli avvenimenti terreni e quantomeno voglio ancora credere che Qualcuno abbia creato questo particolare essere vivente a due gambe e pensante.
    Ma passati i 50 sono anche straconvintissimo (sottolineato) che sul finire della settimana questo Qualcuno deve essere stato molto stanco e probabilmente si sia rilassato un pò sbagliando le "dosi"………dell'argilla.
    Poi a dirla tutta trovo quasi surreale che in un sito che "educa" alla finanza personale si parli di filosofia umana. Ma attenti bene.
    Non che non mi piaccia (anzi), ma è un'utopia arrivare alla saggezza dei comportamenti umani attraverso il miglioramento del singolo!
    Di questo sono ancora più convinto dopo che ho cominciato a rileggere i libri di storia (scolastici e non solo) dopo finite le scuole. Ma un bel pezzo dopo (20 anni). Provate anche voi a farlo……………………e poi, come me provate ad aprire 10 pagine a caso e rileggerle. Poi domandatevi il perchè di quello che avete letto. Di quello avvenuto in quel periodo storico ad opera dell'uomo. Del senso di certe "conquiste"……….
    Io sono ancora alla ricerca della risposta. Forse non esiste!
    Ma è bello trovare altri "neuroni" che si pongono altre domande!
    Aiuta a non sentirsi soli.

  14. marco

    Ottimo Anna! La vera conoscenza può essere raggiunta solo attraverso il perfezionamento personale . Di conseguenza anche il male nella società puo’ diminuire se le persone elevano la propria visione del mondo e personalmente si fanno migliori comportandosi secondo questa, in prospettiva di migliorarsi!

  15. Roberto

    Verissimo Marco……………..ma prova a fare questo discorso alla mamma della ragazzina di Brindisi o alla moglie di Brescia (notizia di oggi) che si è vista amazzare i due figli di 1 e 4 anni dal papà.
    C'è qualcosa che non quadra nell'aspirazione a migliorare il mondo attraverso e solo il miglioramento personale. Utopia purtroppo suffragata da secoli di "imprese" umane documentate nei libri.
    Non mi tornano gli "indici" tanto per restare in tema di questo sito (?) e poi vedo che qui si stanno confrontando due squadre come nello sport……………..e io vorrei, se non essere proprio l'arbitro, almeno capire alla fine che vince il campionato. C'è un vincitore?

  16. Gustavo

    Più che di "vincitore" dovremmo parlare di "giusto compromesso": ciò che, senza entrare in tecnicismi non sempre opportuni, viene definito il classico "50 e 50".

    Un individuo ha la sua bella parte di responsabilità nel crearsi il proprio destino; ma vi sono elementi esterni – dati dal contesto in cui ci si trova a vivere – che non sono assolutamente controllabili dal singolo: i due esempi che tu riporti, Roberto, sono molto appropriati.

    Io non conosco, e dunque non mi permetto di giudicare, quelli che fanno parte dell'altra squadra – per usare una tua espressione -, però ne conosco personalmente molti altri, che ripongono una fiducia eccessiva nel "peso" dato dal miglioramento personale, i quali non fanno altro che autoincensarsi, e proclamare a destra e a manca che "si può, se si vuole"… e poi, nei fatti, non si differenziano assolutamente dal resto della massa. Se pure non stanno messi peggio, come media.
    (ripeto, a scanso di equivoci: mi riferisco a persone che conosco nel concreto, non agli amici virtuali di qui)

    **
    Ecco: occorre stare attenti a non pronunciare quelle che poi risultano solamente "vane parole".

    Perché se leggo – perdonami Michele – "Siamo esseri divini"… beh, io penso che un essere divino "possa (tutto) ciò che vuole"… e allora due sono le cose: o Michele ha fatto uso di una iperbole (che però, in questo specifico contesto, può ben essere abusata), oppure io faccio parte di una categoria "inferiore".

    **
    Tutto questo senza nulla togliere alla validità dei ragionamenti altrui fin qui condotti: ho solo voluto aggiungere quel che mi auguro possa essere un utile stimolo ad ulteriori riflessioni.

    Assolutizzare certi concetti può essere molto pericoloso, e di certo fuorviante.

  17. Gianni

    Mi trovo molto concorde con Gustavo.
    E colgo l'occasione per una risposta anche ad Anna.
    Questo mio intervento, vorrebbe anche avere l'intento, per quanto possibile, e senza presunzione alcuna, di lasciare qualcosa agli altri, qualcosa di formativo.
    Ma sul lato pratico della questione, proprio per evitare di limitarsi a filosofeggiare.
    Intanto, non è vero che io sia avvelenato, il discorso è un tantino diverso.
    MA procediamo con ordine.
    Iniziamo con il dire che si tratta di un discorso di crescita personale, che si articola in tanti temi, legge di attrazione, l'essere proattivi, ecc.
    In sintesi: si parte dall'idea di cercare di definire e raggiugere una serie di obiettivi, cosiddetti personali, per distinguerli dalla crescita professionae e finanziaria.
    Su questi temi ho a lungo riflettuto, diciamo da almeno una decina d'anni, e sono giunto a talune conclusioni.
    Certo, esistono individui che paiono dotati di capacità quasi ultraterrene (chi ricorda Gustavo Rol?) per i quali anche l'impossibile pare divenire banale quotidianità, ma non siamo tutti Gustavo Rol. Quindi, certo che essere proattivi o usare altre tecnihe e strategie potrebbe essere utile, ma non sempre.
    L'errore è questo, a mio modesto avviso; credere che TUTTO si possa risolvere e che SEMPRE possiamo raggiungere i nostri obiettivi.
    Io NON dico, cara Anna, di no, dico talora….
    Ma se po gli obiettivi che ti prefiggi appartengono all'area di quello che non dipende da te….
    Infatti, si deve anche considerare che molte persone non è che non siano proattive, è che non sanno cosa fare.
    CIoè: un conto è se so cosa fare e non agisco, ma in molti casi, il problema è che o si hanno troppe alternative, o non se ne ha nessuna.
    Ancora qualche esempio pratico:
    una malattia: se hai troppe ricette e usi quella sbagliata, la tua situazione potrebbe anche peggiorare.
    Il furto: se l'obiettivo è recuperare le cose rubate, tu, Anna, o come chi la pensi come Anna, indicatemi cosa fare e faccio, sarò proattivo.
    Diversamente, se non sai indicarmi cosa fare, come puoi dire che uno non sia proattivo?
    LA verità è che non sempre ci sono azioni da compiere, non sempre si sa cosa fare, sia quando esistono troppe alternative, di cui l'una esclude le altre, sia quando non ne esiste nessuna.
    Chiaro,ad esempio, che se voglio impegnari professionalmente, so cosa devo fare: magari dei corsi di specializzazione, applicarmi di più nel lavoro, ecc. ma dimostratemi che si sa cosa fare anche nel caso di un furto, proprio al fine di evitare il destino…
    non sapete cosa ci sia da fare?
    Allora, forse , è perchè non c'è nulla da fare…
    Cara Anna, non è così?
    Allora dimmi tu cosa faresti, per essere proattiva….volendo recuperare quanto rubato…
    sarei contentissimo di essere smentito e di riceve pratiche indicazioni…
    vediamo…..

  18. Roberto

    Anche la terra comincia a essere stufa e non vede l'ora di scrollarsi di dosso
    tutti quegli esseri perennemente in corsa verso chissà cosa……….
    La speranza è che le tempeste solari in arrivo facciano rinsavire i cervelli portandoli al giusto punto di cottura. Speriamo che sia quello giusto! Se fosse sbagliato siamo "fritti" in tutti i sensi.

    Un caloroso saluto. Almeno quello.

  19. Gianni

    Ebbene, mi spiace di nonaver ricevuto, almeno sinora, risposta.
    Ancora una volta, significa che non sempre serve, all'atto pratico,mettere in atto certe discipline.
    Oppure no?

  20. anna

    Nella vita, occorre avere la Saggezza di accettare le cose che non posso cambiare, il Coraggio di cambiare quello che posso e l'Intelligenza di distinguerne la differenza.

  21. Gianni

    "Nella vita, occorre avere la Saggezza di accettare le cose che non posso cambiare, il Coraggio di cambiare quello che posso e l'Intelligenza di distinguerne la differenza."….
    il che nulla aggiunge e nulla toglie agli obiettivi che già prima si potevano raggiungere…allora dove sta la crescita?
    Crescita dovrebbe significare ottenere di più….cpncretamente, oppure no?

  22. anna

    Caro Gianni, crescita personale significa che un individuo deve mettersi in discussione ed andare incontro a delle trasformazioni e a dei cambiamenti profondi di pensieri e abitudini quotidianamente. Questo percorso non è facile e comporta sforzo, perseveranza, determinazione e soprattutto "un' apertura mentale" non indifferente. La crescita personale coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita e dato che sono tutti connessi tra di loro, i benefici in un settore influiscono positivamente su tutti gli altri aspetti della nostra vita. Quando la persona prenderà la decisione di capire se stessa, migliorare la sua consapevolezza, crederà nel suo valore, crederà nelle sue potenzialità, svilupperà le sue capacità, avrà fiducia, fisserà i suoi obiettivi e lì perseguirà con delle azioni…migliorerà. La crescita è un processo utile a tutti, a prescindere dalla posizione sociale e professionale, non esiste un punto di arrivo ma il punto di partenza, è un processo che ha un inizio ma mai una fine…si cresce per sempre! Ciao Gianni è stato un piacere condividere con te un dialogo spero costruttivo per entrambi! Buona vita!

  23. Michele

    I discorsi che fate danno più importanza al corpo che non all'anima: siamo un anima in un corpo o un corpo in un'anima? E se questa vita fosse, come io credo, una opportunità per tutti di ritrovare il nostro vero Sè, il nostro Divino?

  24. Gianni

    Risposta per Anna e per Michele:
    Ad Anna: certo che è stato un piacere…lo è sempre anche la dialettica su temi diversi.

    Per Michele:
    vedi, Michele, nella mia ricerca personale (anche finanziaria, ma ora questo sarebbe off topic) mi sono riproposto non solo di crescere io, ma di dare qualcosa agli altri.
    Cosa?
    I risultati della mia ricerca, che potrei sintetizzare in quanto segue:
    la crescita personale si basa ed è finalizzata su obiettivi personali che, come tali, sono diversi per oguno di noi.
    Ora, ognuno di noi può credere in qualcosa di diverso, ma quando cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi, ci mettiamo alla ricerca di qualcosa per raggiungerli.
    Se io tengo, come docente, un corso sugli obiettivi, sulla proattività, piuttosto che sulla legge di attrazione, non posso dire agli altri che esistono principi universali per conseguire gli obiettivi, se poi questo discorso non regge alla prova dei fatti…..
    Ti faccio un esempio:
    se io seguo un corso su come effettuare una riparazione idraulica, poi il corso deve mettermi in grado di realizzarla effettivamente…..
    La stessa cosa se uno segue un corso su legge d'attrazione o dintorni….
    Solo che i risultati cosa ci dicono?
    Ecco i risultati della mia ricerca: dove già riuscivi a conseguirli, continuano ad esserci…quindi sarà che certi obiettivi si aggiungevano anche senza legge di attrazione, attrattività e dintorni.
    Dove invece ci sono ostacoli…no…ma allora a che serve mettere in atto tentativi di applicare porattività, legge d'attrazione o quant'atro? Appunto:
    CRESCERE significa raggiungere qualcosa che già non hai raggiunto.
    Invece, come nel mio caso, io appunto riesco a crescere spiritualmente, ma appunto, vorrei raggiungere e vorrei che le persone raggiungessero altro…
    io ad esempio in ambito materiale, visto che è qui che non colgo i miei obiettivi.
    E non è che uno possa aspettare una vita, perchè la vita NON aspetta…..
    Quindi, non mi sono fermato sull'ambito spirituale perchè qui ho già raggiunto…
    Capite?
    Ecco perchè molti seguono, anche dal vivo, certi corsi, tipo su legge d'attrazione ecc……e poi…dove non raggiungono, continuano a non raggiungere i loro obiettivi.
    Ho anche confidenza con qualche docente di queste cose..
    non dirò il nome, ma..
    qualcuno mi ha detto che per lui tenere certi corsi serve solo per guadagnare, cioè neppure lui ci crede….
    un'altra persona ha invece cercato lei stessa di mettere in atto quanto insegnava, con risultati del tutto delundenti.
    Insomma, avete capito?, io dico:
    almeno chi insegna certi principi, dovrebbe essere il primo testimone che le cose funziano, se no…
    è come se l'elettricista volesse insegnarti la sua materia, e poi fosse lui il primo a non riuscire ad applicarla, ad es. non riparando neppure l'impianto di casa sua.
    A cosa serve questo mio intervento?
    A far risparmiare dei bei soldi:
    insomma, almeno la maggior parte dei corsi in certe cose servono solo a far guadagnare soldi a chi li propone…meglio risparmiarli….
    come si dice..soldo risparmiato…soldo guadagnato…..

  25. Josaya

    Noi siamo davvero arrivati alla convinzione che tutto è perfetto così com'è e tutti i problemi nascono dal non accettarla questa perfezione, dall'essere convinti che la nostra percezione limitata ne sapia di più dell'Universo. La realtà (qualunque realtà manifesta) è perfetta esattamente così com'è e si è manifestata nel modo migliore assoluto in base alle premesse. La nostra soddisfazione o la nostra insoddisfazione dipendono esclusivamente dalla nostra consapevolezza di questo meccanismo e dalla nostra capacità di accettarlo e di comprendere che ogni cosa è la miglior cosa sempre.
    Spesso in molti vogliamo cambiare la nostra vita con l'intento di migliorarla, atteggiamento condivisibile che però in realtà non ci porta verso nessun cambiamento effettivo. Alcuni lati della nostra vita migliorano, altri peggiorano e noi continuiamo frustratamente a voler cambiare. Solo l'accettazione incondizionata e amorevole di ciò che è, è paradossalmente l'atteggiamento che ci conduce davvero al cambiamento. Cioè smettere di voler cambiare è ciò che ci condurrà al cambiamento reale. Accettare con animo sereno tutto quello che la vita ci sta proponendo, rimando ad osservare tali proposte verso quale bene supremo ci stanno conducendo. L'osservazione attenta consapevole è ciò che ci porta all'efficace proattività, non l'attaccamento spasmodico ad un inutile e pericoloso bisogno di controllo reattivo o proattivo che sia. L'accettazione totale di chi siamo, è la vera scelta che dobbiamo compiere, ciò che succederà in conseguenza si verificherà spontaneamente con facilità, proponendoci le migliori opportunità di azione consapevole e proattiva.

  26. Michele Russo (Autore Post)

    A JoSaYa: non ci arrivo ancora … almeno non in tutto … ma mi interessa il vostro punto di vista e rimango aperto!

  27. Josaya

    .

  28. Michele Russo (Autore Post)

    A Gianni: "Mi ripulirò per Te!". Mi dispiace che la pensi in questo modo. Scusa se in qualche modo ho suscitato questo modo di pensare in Te. Perdonami la mia intenzione era positiva. Ti voglio bene!

  29. Gianni

    A Michele:
    figurati, non mi riferivo a te quando parlavo di personaggi di un certo tipo..
    Ai Josaya:
    non so se conoscete la concezione della monadologia di Leibniz.
    In sostanza questo filosofo diceva le vostre steses parole sul fatto che viviamo nel migliore dei mondi possibili.
    Perchè non andare a raccontarlo ai parenti della ragazza uccisa a Brindisi?
    Oppure a chi si suicida.
    Io penso che sia una bella favoletta, tanto per tirarci su il morale.
    Poi, certo, ognuno rimane libero di pensarla come vuole, però….
    c'è un'evidente implicazione nel ritenere che siamo nel migliore dei mondi possibili..
    allora inutile pensare a qualsivoglia miglioramento o tentativo di crescita…infatti, se già siamo nel migliore dei mondi possibili, cosa resta da migliorare?

  30. Michele

    Ciao Gianni, credo che a quelli di JoSaYa sia stata fatta mille volte questa obiezione: in realtà anche io sono curioso di ascoltare la loro risposta. Aspettiamo!

  31. Roberto

    …………………dalla ricchezza materiale alla ricchezza spirituale. E' dura!
    La stada è infinita e la percorriamo da molti secoli, ma siamo sempre una minoranza che vede più in la degli altri. Anche se un giorno tutti avessero gli occhiali per vedere nell'anima resterebbero milioni di ciechi………………..che rassegnati alla loro condizione non vedranno mai un barlume di luce.
    Restando in tema finanziario abbiamo tutti un'opzione, ma non tutti avranno il coraggio di giocarla e la stada resterà sempre senza una fine.
    E la vita terrena è troppo corta per aprire gli occhi……………………

  32. Josaya

    è già… questa è l'obiezione più gettonata. La risposta è che dobbiamo ampliare il punto di vista, anche per quanto riguarda Melissa. Se siamo davvero convinti che la causa prima sia l'Amore allora sappiamo che anche l'epilogo della vita di Melissa ha un senso molto più profondo e 'utile' del dolore che la sua Morte ha provocato. Intanto l'elemento essenziale che amplia la limitata prospettiva entro cui siamo abituati a collocare gli avvenimenti, è quello di smettere di considerare la morte come una disgrazia, come un male oggettivo. La Morte è semplicemete un cambio di livello, visto nell'ottica della vita eterna, della cui verità è piena tutta la nostra realtà, solo a voler fermarsi un attimo ad osservarla. Nessuno nesce e nessuno muore. La nostra essenza è sempre presente, non subisce trasformazioni, non nasce e non muore, "è". Chi è davvero pulito (e ammetto che tra gli umani ce ne sono e ce ne sono stati davvero pochi) non si scontra con certe realtà o comunque non ne rimane sconvolto, perchè sa che ogni cosa che accade deriva dall’Amore ed ha una sua precisa utilità, anche se noi non la comprendiamo. Dalla prospettiva più elevata (a cui con consapevolezza e impegno possiamo giungere) non c’è giusto o sbagliato. Dalla prospettiva 'cosmica' che noi riteniamo si l’unica di cui le prospettive 'umane' sono solo dei sottolivelli, se è accaduto è ciò che doveva accadere. Questo non significa che io non possa lavorare su di me e sulle mie credenze per evitare che accada ancora. O meglio perchè la necessità della lezione che ha determinato quell’accadimento, venga assorbita in modo da non renderlo ulteriormente necessario. Ma la cosa fondamentale è che non voglio e non devo valutare qualitativamente quell’accadimento… e questo posso ottenerlo assumendo come atteggiamento mentale di valutare che qualunque cosa accada accade per il bene supremo, anche se dal mio limitato punto di vista non è così, e questo vale per le bollette troppo alte, per il moroso scostante, per la morte di Melissa, per lo tsunami e per la guerra in bosnia.

    "Anche il grande dolore che una morte può provocare, spesso, sempre visto da quella prospettiva più ampia, a cui noi comuni mortali difficilmente riusciamo ad arrivare, ha principalmente una connotazione costruttiva, che attraverso il dolore di alcuni, può portare ad ampi balzi evolutivi tutta l’umanità.
    A questo riguardo ci piace riportare un bel discorso attribuito a Kryon: riassumendo velocemente i concetti lì esposti, Lee Carroll ci spiega come, in riferimento all’ultimo Tsunami, quello che è stato vissuto dalla popolazione mondiale come una delle più grandi tragedie capitate all’umanità, abbia in realtà prodotto un’ondata di compassione e di Amore di proporzioni enormi, che ha coinvolto abbondantemente tutto il pianeta.
    La portata di Amore scaturito da questo avvenimento, è stata di dimensioni così ampie, che non si era mai visto niente del genere. A sentire Kryon/ Lee Carroll, tutto questo era stato “progettato” nell’aldilà e le persone coinvolte (le Vittime) sono tutte anime che hanno scelto consapevolmente di vivere quell’esperienza, con lo scopo di produrre per il pianeta terra tutto l’Amore che ne è derivato.
    Ora, al di là del fatto che crediamo o meno a questa questione del “progetto” o che crediamo o meno che le anime abbiano deciso consapevolmente il proprio destino prima di incarnarsi (credo che per il nostro ragionamento siano dettagli), l’effetto nel mondo è sotto gli occhi di tutti.
    Quindi dallo tsunami è derivato più male o più bene? Crediamo sia una cosa su cui riflettere.
    Il male è un concetto astratto che non poggia su basi oggettive e questo significa che finiamo per associargli un significato relativo dipendente dalla nostra sensibilità momentanea, esponendoci ad una serie di equivoci, fraintendimenti e contrapposizioni. Ogni atto infatti viene giudicato dall’opinione soggettiva, in maniera differente, a seconda dal punto di vista da cui lo si osserva. " Brano tratto da "Ricomincio da me" – Josaya

  33. Gianni

    Comprendo pienamente la vostra riflessione, che tuttavia non condivido.
    La vostra è una concezione metafisica,che ha in comune, come praticamente la totalità o quasi di tali concezioni, la concezione escatologica, e cioè (anche al fine di speigare certe cose a chi non ne ha mai sentito parlare):
    Se si ammette che esista un qualcosa che va oltre il materia, appunto metafisico, in genere si fa riferimento a qualcosa di infinitamente potenete, buono, ecc.
    Ovviamente, considerando l'uomo, se ne sottolineiano i limiti, come essere imperfeetto, per cui l'uomo non può comprendere il senso ultimo della realtà, ma la può solo considerare come espressione di tale ambito metafisico.
    Chiaro che poi questi concetti comuni, sono stato personalizzati nei diversi ambiti culturali e religiosi.
    Per i Cristiani, esiste una realtà metafisica fatta di elementi positivi e negativi, cioè Dio ed angeli da una parte, e demoni dall'altra, ad esempio.
    C'è chi non ritiene esista una dimensione metafisica negativa, per cui esiste solo una dimensione metafisica positiva, che voi ad esempio potete denominare infinito amore.

    Ok, d'accordo..su questi concetti si sono costruiti secoli di cultura, tradizioni, religioni, ecc.
    Ma mi potete permettere un'obiezione?
    L'uomo critico contemporaneo, nato sopratutto dopo la Critica della ragion pura di Kant, dice (naturalmente semplifico):
    l'uomo potrebbe non essere credente in tale realtà metfisica, e dunque non può naturalmente ammettere una dimensione escatologica di tutto quello che accade, cioè ritiene che non vi sia un significato recondito, volto al bene, ma che egli abbia il diritto soggettivo di valutare, individualmente, se un accadimento possa o meno essere positiio o negativo, personalizzando ed evitando giudizi assoluti e, come tali dogmatici.
    Cioè ognuno è libero di valutare le cose in positivo o negativo, secondo il suo punto di vista e tralasciando giudizi assoluti, che cioè dovrebbero essere imposti a tutti….
    Proprio al di fuori di ogni dogmatismo, c'è poi chi è credente, ma dice:
    ok, esisterà anche…..DIo, ecc.

    ma se a me non sta bene ritenere che la volotnà di DIo, o si chiami come più ci piace, mi debba star bene…..?
    Se ritengo che qualcosa A ME UOMO non sta bene e lo voglio cambiare?
    Ecco, la mia sfida è questa: poniamoci e, sopratutto ponetevi, in questa logica, e provate anche a considerare le cose dal punto di vista di chi sia ateo…..cioè non solo non credente in Dio, ma neppure in alcuna dimensione metafisica, oppure, pur credente, voglia affermare una sua autonoma volontà circa gli accadimenti:
    come la si mette?

  34. Josaya

    certo Gianni hai perfettamente ragione, ma noi non ne facciamo una questione spirituale o di credere o di non credere in un qualche particolare Dio più o meno individuale e individualista. Noi stiamo parlando di leggi universali che sono il mezzo tramite cui l'universo evolve o si muove o è… Leggi universali che agiscono indipendentemente dal fatto che noi ci crediamo, o meno, che ne siamo consapevoli o meno. E il loro agire è verificabile semplicemente osservando l'evolvere della nostra realtà… dando loro il beneficio del dubbio della loro esistenza ed osservando ciò che accade, dalla prospettiva spazio temporale più ampia possibile. Non serve credere a niente, non ha senso parlare di atei o di credenti. Qui stiamo solo parlando di apertura mentale, indipendentemente da qualunque credo metafisico. Quello di credere è un atteggiamento pericolosissimo per la nostra sanità mentale, fisica e psicologica, nonché per la salvaguardia della nostra libertà. Attraverso l’osservazione dell’esperienza ci accorgeremo della presenza costante di determinate leggi (la principale è quella di causa ed effetto) e del loro agire continuativo. Noi siamo molto lontani da ogni atteggiamento fideico e dogmatico, siamo i primi a sostenere che non si deve credere a ciò che dice nessuno. Però invitiamo tutti a sperimentare. E l'esperienza vissuta con mente aperta ed evitando di classificare ciò che accade in bene e in male, dando invece il tempo agli accadimenti di dimostrarci perché si sono verificati, rendendoci inevitabilmente conto che il loro accadere essendo regolato appunto dalla solita causa prima di cui tutto è parte è comunque indirizzato verso un bene globale. L’esperienza associata all’osservazione priva di giudizio ci danno inevitabilmente tutte le prove di cui abbiamo bisogno.
    Il giudizio ci preclude la possibilità di conoscere la realtà che viviamo, pensiamo di aver colto la totalità di una situazione, mentre ne abbiamo percepito solo un frammento. Se invece rimaniamo ad osservare senza dire nulla, in quel silenzio la verità si farà strada e udiremo la sua voce, riusciremo a comprendere meglio quella situazione perché avremo lasciato lo spazio affinché si manifestasse e avremo scoperto qualcosa in più su noi stessi, dando all’Universo l’opportunità di dimostrarci qual è il meglio che aveva in serbo per noi.
    Per quanto riguarda la volontà di Dio siamo i primi a dire che Dio (o chi per esso) non ha alcuna volontà… è l'uomo ad avere una volontà (che spesso lo fa soffrire), e la volontà appartiene solo alle creature antropomorfe reali o immaginarie… e il dio antropomorfo al quale siamo così abituati a pensare e a rapportarci è quanto di più assurdo l'essere umano potesse inventarsi. Quindi il fatto di voler affermare una tua autonoma volontà circa gli accadimenti è un'operazione assolutamente lecita, che però inderogabilmente ti condurrà a sofferenze e frustrazioni, perchè le cose accadono sotto la diretta influenza di leggi universali assolutamente imparziali e completamente prive di qualsivoglia volontà che si muovono inesorabilmente verso la realizzazione della causa prima di ogni cosa che è l'Amore (cosa verificabile anche questa attraverso l’esperienza). Se noi accettiamo questa realtà e ci mettiamo nel flusso degli avvenimenti con la consapevolezza che ogni cosa è la miglior cosa (anche questo verificabile attraverso l'esperienza e l'ampliamento della nostra prospettiva spazio/temporale) non potremo che stare bene, altrimenti continueremmo a percepire ciò che accade come sbagliato e quindi a soffrirne, perchè osservato dal nostro punto di vista limitato… che non è una scusa per dire sono uomo e non posso capire. L'uomo può capire tutto, ma deve impegnarsi a farlo e per impegnarsi non serve alcuna laurea o corso speciale o studio astruso, serve solo porsi di fronte alla vita con atteggiamento di osservazione imparziale.

  35. Gianni

    Si, ripeto che ho capito la vostra concezione, ma appunto, questa NON risponde a chi voglia affermare una sua volontà.
    E sopratutto non è da parte vostra dimostrata.
    Certo, ci sono gli accadimenti e questi seguono magari certe leggi (come il ciclo materiale nascita, sviluppo, morte, sotto l'aspetto materiale):
    Solo che:
    1) che le cose che capitano siano la miglior cosa è vostra affermazione…se appunto io sono libero, come voi dite, di accettare o meno questo punto di vista, la vostra concezione non risponde a chi non la condivida e voglia cambiare le cose stesse.
    2) e..sopratutto….da parte vostra non c'è alcuna dimostrazione che le cose siano le migliori…voi dite con l'osservazione…beh che si tratti di principio dogmatico discende proprio dall'osservazione dei fatti, ….faccio un esempio:
    se osservo la storia noto che molti milioni di persone, se appunto le cose fossero andate diversamente, magari potevano avere un'esistenza terrena senza prima e seconda guerra mondiale, campi di sterminio e quant'altro…
    se questi accadimenti rappresentanto una lezione per non ricaderci più, intanto mi pare che il prezzo, se mi consentite una battuta, sia stato un po' salato..poi attenzione:
    se va evitato ogni dogmatismo, posso anche ritenere che non vi siano più vite come per la toerica della reincarnazione e che questa vita terrrena sia l'unica…
    ed allora, se il prezzo dell'esperienza è la morte….
    visto che non avrò altra possibilità di apprendere (per chi non crede ad altre vite….e l'esperienza non mi dimostra che queste esistano)…..a cosa serve un qualcosa di così definitivo?
    Anche volendo considerare il vostro punto di vista (attenzione..dico punto di vista perchè nulla di quanto voi dite è dimostrato..infatti se parliamo di dimostrazione dovrebbbe essere qualcossa che tutti possono condividere, non solo chi crede in quanto voi dite)
    ammetterere che spesso il prezzo che si paga per non cadere più in certi errori è drammatico, come i lager ecc.
    Oppure no? Cerco di speigarmi meglio…voi dite: accadono cose che poi, viste sotto certi aspetti, dimostrano che viviamo nel migliore dei mondi..io dico:
    intanto, non me lo dimsotrate..è uan vostra affermzione alla quale ognuno potrebbe ripetere dicendo:
    ed io invece ti dico che quanto accade spesso è espressione che viviamo in un mondo brutto o terribile ed anch'io, per evitare due pesi e due misure, non ve lo dimostro.
    Capite?
    LA mia posizione è diversa dalla vostra, non solo come contenuti, ma anche come metodo.
    Io evito di basarmi su affermazioni che altri non sono tenuti a condividere e mi pongo nell'ottica di dire:
    sarà anche..ma intanto, voglio rispondee a chi mi dica:
    ok, vivremo anche nel migliore dei mondi possibili e magari un giorno lo capirò. Ma intanto che NON riesco a cogliere questo aspetto, e mi pongo nella logica di voler cambiare cose che non mi vanno, cosa faccio?
    Capite la differenza?
    Voi potete dare una risposta solo a chi condivida i vostri principi, io invece vorrei risposteper tutti, anche per coloro che dicano: no, non scorgiamo questa positività e per noi, al momento, questa positività non c'è…ci può essere solo in un cambiamento degli avvenimenti.
    VOi, non a coloro che vogliono comprendere il senso delle cose, ma a coloro che desiderano un cambiamento delle cose, della realtà, mi riferisco ad esempio a certe situazioni, quale risposta date?
    IO credo che la differenza sia sopratutto questa:
    io, laicamente, dico questo: tu uomo sei libero di valutare le cose come più ritieni opprotuno e penso che spesso al realtà non si possa cambiare.
    Poi io non sono nessuno per dirti di accettare la realtà come espressione del migliore dei mondi possibili.
    O se te lod ico, te lo devo anche dimostrare, e non ti dico che ci devi credere……..
    Ed a chi dice che viviamo nel migliore dei mondi possibili, allora dico..guarda, io non capirò ed allora dimostramelo.
    MA fintanto che non me lo dimostri e mi parli solo di una tua concezione, che NON mi dimostri, allora io ti dico che nulla mi dimostri e quindi non vedo perchè dovrei accettare l tuo punto di vista, o no?

    HEI MICHELE.
    tu che ne pensi?
    Mi piacerebbe anche conoscere il tuo punto di vista, dopo questa..chiamiamola dialettica fiosofica.

  36. Michele

    Ciao Gianni, io penso che il non comprendere e non accettare quello che dice JoSaYa e in genere non accettare certi fatti che avvengono continuamente nell'Universo ti porta a frustrazione e poi (ma questa è solo una mia opinione e perdonami se non la accetti o condividi) noto che hai la tendenza a interpretare certi fatti come negativi e a focalizzartici, cioè dai molta, troppa importanza e energia a questo sentimento che probabilmente è annidato dentro di te e penso che la soluzione sia RIPULIRTI.

    Se ti posso suggerire leggi uno dei tanti libri sull'Ho Oponopono che hanno scritto i JoSaYa o il dr. Hew Len e semplicemente prova qualcosa di diverso da quello che stai facendo ora nella vita con neutralità e voglia di scoprire. Semplicemente decidi di non credere a niente ma di sperimentare. Se clicchi su questo articolo sulla loro foto atterri sulla pagina di vendita di uno di questi.

    Poi vorrei dire che io considero l'essere umano alla stessa stregua di qualsiasi animale o insetto e se pensi a quanti animali o insetti muoiono ogni giorno, che succedano questi fatti mi sembra non sia così eclatante e paragonabile al fatto che un leone uccida una gazzella.

    Lo so che forse questa cosa può scatenare la tua ira o rabbia ma il mio scopo non è quello di piacere a tutti ma di essere solo me stesso ed esprimere con amore come la vedo io. E poi vorrei dire un'altra cosa: se paragoniamo tutte le cose positive che succedono ogni giorno a quelle giudicate negative, premesso che il giudizio è soggettivo, io credo che ogni giorno sia pieno di cose belle solo che a noi i media ci fanno vedere solo quelle brutte e noi abbiamo imparato a concentrarci solo su di esse e in questo modo in un individuo tutto è fermo tutto è atrofico.

  37. Josaya

    il punto è Gianni che ognuno deve rispondere a se stesso e ognuno deve trovare la sua via, nessuno può nè suggerirgliela nè tantomeno imporgliela: Se tu vuoi cambiare le cose attraverso la tua volontà sei liberissimo di farlo… purtroppo però ci troviuamo a fare la Cassandra della situazione: non ci riuscirai. Noi possiamo solo raccontare qual'è la nostra esperienza e invitare chi si sente affine a ciò che diciamo a sperimentare attraverso la sua esperienza sicuri che una volta messe alla prova le nostre affermazioni, non potrà che convenire con noi sulla loro veridicità. Certo se uno continua a dire no! Non è vero! senza provare a vedere se eventualmente è vero… ovviamente non c'è margine di discussione. Ma certamente è liberissimo di farlo e di continuare a soffrire! Noi dal canto nostro possiamo dirti che la tua visione l'abbiamo sperimentata eccome… e siamo arrivati alla conclusione che non funziona! ;-D
    "se parliamo di dimostrazione dovrebbbe essere qualcosa che tutti possono condividere, non solo chi crede in quanto voi dite" questo purtroppo è uno dei limiti più importanti che la cutura occidentale ci 'impone' solo ciò che è dimostrabile ad altri è vero… invece noi partiamo dal presupposto che ciò che si dimostra efficace è vero (l'efficaciaè la misura della verità recita uno dei principi Huna)… e non ci stancheremo mai di ripetere non è ne utile ne efficace 'credere' a ciò che diciamo, mentre è assolutamente proficuo e indiscutibile saperlo attraverso l'esperienza. Ti faccio un' esempio banale… come posso dimostrarti che mio figlio mi ama? Non posso, ma questo non cambia niente nel fatto che lui mi ami profondamente, e non ha nessuna importanza che io lo dimostri… lo so! Allo stesso modo non ha nessuna importanza che noi ti dimostriamo (anche perchè non sarebbe nè utile nè possibile finchè non lo fai tu con te stesso) la verità di ciò che diciamo… noi sappiamo che è così e questo ci basta… tuttavia dato che vuoi cambiare le cose e non ci riesci continuiamo a invitarti a dare il beneficio dell dubbio alla nostra visione e a sperimentarla… non a credere a ciò che diciamo. E ti assicuriamo che questa è la risposta per tutti perchè funziona per tutti ed è sperimentabile per tutti. Ti domandi perchè accettare (e noi preferiamo dire provare a sperimentare) il nostro punto di vista… la risposta è: perchè ti sei accorto che il tuo non funziona anche se ritieni che sia vero!

    Ps "per chi non crede ad altre vite….e l'esperienza non mi dimostra che queste esistano" …ci sentiamo di dissentire… a noi l'esperienza l'ha dimostrato eccome!

    @ Michele… Grazie!!!

  38. Gianni

    Piccolo chiarimento:
    è proprio perchè ho sperimentato, che posso dire che non funziona…
    e parlo di varie discipline, tra cui anche la legge d'attrzione…
    sono per natura non solo un teorico ma anche uno sperimentatore, quindi parlo sulla base di un'esperienza su alcune discipline almeno decennale, e su altre direi ventennale..non tanto per dire
    questo, certo, non significa che siamo tutti uguali…per qualcuno funzionerà, per altri no…..
    ma è chiaro che uno desidera intanto che le cose funzionino per lui…

    Altro chiarimento:
    se si dovesse accogliere il principio di credere e basta, si dovrebbe in pratica far valere i due pesi e le due misure….anch'io potrei dire NON credere e basta, capite?
    CIoè ognuno di noi a chi ci viene a dire certe cose dice..dimostramelo…
    in altri termini….se si vuole aiutare gli altri, bisogna anche rispettarli, e sopratutto, se ti indicano loro obiettivi, devi aiutarli a raggiungere questi, non a dire che questi non sono importanti ecc…..
    Poi, se con somma apertura e disponibilità, passa un anno ne passa un altro ecc…ed uno non riesce a condividere o ad avere cambiamenti, io non ho la pretesa di dire che queste cose non esistano o non funzzionino, ma sicuramente non vanno bene per tutti……

  39. mattia

    PER LANCIARE I NOSTRI DESIDERI IN MANIERA UNIVERSALE ASCOLTATE GRANT MORRISON SU YOUTUBE…
    SAPPIATEMI DIRE CHE NE PENSATE!

  40. SuperDesa

    Buongiorno a tutti :)
    È un po che leggo il forum oggi intervengo per la prima volta, ma prima i complimenti all'ideatore!
    Siamo fatti di energia, siamo esseri meravigliosi e per continuare a brillare di luce limpida dobbiamo impegnarci noi, Covey ha ragione, siamo noi che decidiamo di essere proattivi o reattivi, per esserlo spesso bisogna abbandonare il vecchio schema mentale imposto dalla società in cui cresciamo e viviamo, come? Spegnete la tv, filtrate le notizie che vi arrivano, e siate felici e generosi con tutti. Quando perdete la sensazione di controllo imparate a riacquisirla in fretta con la meditazione! E vedrete che piano piano vi eleverete! Concludo citando una frase di un libro che sto finendo: " The key to sucess is leziness"

  41. Michele Russo (Autore Post)

    Ottimo commento! Una cosa ho scoperto però: un conto è lavorare per migliorare con tecniche che impattano il conscio e un altro è con tecniche che impattano il subconscio. Io ho scoperto Psych-K e la mia vita è cambiata. Adesso ho una ferrari testarossa per le mani. Lo consiglio a tutti: sto organizzando un corso base ad Ancona il 30-31 Gennaio e 1 febbraio 2015. Per le adesioni scrivetemi alla mia email.

  42. Francesca Botti

    Bellissimi i commenti!
    Io ho applicato il termine proattivo nella pianificazione strategica di marketing internazionale ed è davvero interessante!

  43. Leonardo

    fra la Proattività e scientology esiste una corrispondenza biunivoca monodirezionale …

  44. Michele Russo (Autore Post)

    Ciao Leonardo grazie della tua provocazione ma sarei lieto se dettagliassi meglio la tua affermazione. Cioè che cosa centra Scientology e Proattivtià non l'ho capito. Vedo più collegata la proattività con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Calvino">Calvinismo</a&gt;.

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