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Pensione ed età pensionabile: quale futuro?

categoryArte della Ricchezza, Fenomeni Economici, Ricchezza VeracategoryMichele Russocategory4 settembre 2009

Secondo te perchè assistiamo ad un aumento graduale dell’età pensionabile?

Mi ricordo che anni fa si tremava alla notizia di un aumento dell’età pensionabile negli uomini, ora questa riforma riguarda anche le donne: come la mettiamo?

Perchè lo Stato è dovuto ricorrere a questa “riforma”: c’hai mai pensato a questa cosa?

Suppongo di no se sei giovane e bello :drunk_tb: ma dovresti interessartene visto che riguarda soprattutto te e il tuo futuro :doh_tb:

Perchè lo Stato attualmente si deve indebitare per pagare le pensioni e non ce la fà ! I debiti devono essere pagati contraendo nuovi debiti e questo circolo vizioso porterebbe inevitabilmente ad una dolorosa “debacle finanziaria”.

I soldi sono stati gestiti male e purtroppo adesso ne paghiamo le conseguenze.

E’ recente la notizia di una aumento dell’età pensionabile anche nelle donne, che sarà attiva a partire dal 20018.

Ecco che chi si era battuto per la parità dei diritti (e quindi anche dei doveri) tra uomini e donne esulterà per aver finalmente raggiunto il tanto auspicato obiettivo :furious_tb: , come a dire: “volevi la bicicletta? Adesso pedala!”.

Il fatto è che per ogni azione c’è sempre una reazione e chi è davvero intelligente cerca di trovare in ogni circostanza, per quanto possa sembrare non positiva, il seme di una potenziale risorsa: dovresti allenarti anche tu a fare questo… il bello è che chi ha in mano le redini del “gioco politico e amministrativo del paese” lo fà continuamente e continuamente ce la mette in quel posto.

Facendo slittare l’età pensionabile di qualche anno viene data una notevole “boccata di ossigeno” ai conti pubblici e alle difficoltà di bilancio, ma quale sarà la prospettiva?

Probabilmente non si ritornerà indietro, e la situazione non migliorerà per il cittadino.

Questo intervento “traslato” negli anni, darà allo Stato una notevole quantità di “gas a due atomi di ossigeno”, ma sarà molto difficile sperare in un ritorno indietro una volta che la situazione sarà migliorata: tu che ne pensi?

Tutto sembra normale: i cittadini che sono consapevoli delle conseguenze per le attuali e future generazioni si lamentano e masticano controvoglia il boccone amaro, c’è chi bestemmia e si impegna nella propaganda sperando di cambiare il mondo, ma la realtà è una sola: “la partita la vince chi ha i mezzi per farlo”.

Ci vogliono soldi e potere comunicativo.

I mass media faranno assorbire piano piano il colpo alle menti delle persone, plasmandole a dovere e facendo sembrare questo fenomeno, come molti altri, “normale”.

In termini di Stato Patrimoniale, viene così ridimensionata la forza del “passivo pensioni” per lo Stato e questo genera una diminuzione del flusso di costi nel relativo Conto Economico: sembra una “manovrina” di poco conto ma invece è una manovra furbissima ideata da chi conosce le leggi finanziarie e dell’interesse composto.

Essa viene recepita o fatta recepire come “di poco conto” ai cittadini, grazie ai mezzi di comunicazione di massa, ma l’effetto per le casse dello Stato è di enorme portata, soprattutto moltiplicato negli anni.

Ma come vuoi fare? Non ci si può inventare niente, mi fanno ridere le critiche “assurde” dell’opposizione, molto spesso mi chiedo se ci fanno o ci sono;

Mi capita di pensare molto spesso che “ci sono proprio”: persone totalmente incoscienti sul piano finanziario (non mi riferisco soltanto a quelli dell’opposizione quando parlo di incoscienza) e impreparate che non sanno che la matematica non è un opinione.

La realtà è che paghiamo per errori fatti in passato, per abitudini negative e totalmente “parassite” a livello finanziario di chi governa e che si rinnovano anche oggi.

La riforma delle Pensioni e dell’età pensionabile potrebbe, assieme ad altri interventi sinergici, portare in non molti anni ad un completo risanamento del deficit pubblico, ma questo non si realizzerà mai se non c’è uno “switch” di mentalità da parte di chi amministra le risorse pubbliche.

Questo “switch” passa per la consapevolezza e la responsabilità finanziaria.

Cosa vuol dire questo? Maggiore responsabilità da parte di chi amministra il patrimonio statale, la consapevolezza di avere una responsabilità e di concentrarsi non tanto sugli agi dovuti alla propria posizione, che non dovrebbero esistere, ma sulla abitudine a considerare lo Stato come una azienda e a farla crescere “sana” grazie ad una profonda riforma strutturale finanziaria e  dell’atteggiamento dei protagonisti dello scenario politico.

In poche parole concludo ricordando a chi ha il potere amministrativo di questa “carcassa” che è lo Stato Italiano: “non sei in vacanza, hai una responsabilità enorme e se sei qui è perchè sei nato per comprenderla e adempierla con il massimo onore”.

Le riforme “strutturali” non servono a niente se non c’è uno “switch” nel modo di pensare di chi sta al potere e questo “switch” mentale dovrebbe esserci anche in ognuno di noi: “Aiutiamoci a Vicenda!”.

Spero di essere stato chiaro :embarassed_tb:!

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4 Commenti a “Pensione ed età pensionabile: quale futuro?”

  1. Patrizio MessinaNo Gravatar

    L’età media della popolazione italiana aumenta di 3 mesi ogni anno. Se oggi un uomo vive mediamente 78 anni, fra 20 anni vivrà mediamente 83!

    Questo unito al boom delle nascite degli anni 60 e al calo delle nascite degli ani 80 ha creato uno squilibrio fra lavoratori e pensionati.

    I questi ultimi decenni si è fatto di tutto per far aumentare le nascite ma non è questa la soluzione… infatti se si fanno aumentare le nascite ma non si garantisce un lavoro in regola a costoro quando finiranno gli studi ci ritroveremmo solo a pagare il walfeare ai nuovi nati senza che questi paghino i contributi pensionistici per i loro antenati… peggioreremo solamente tutta la situazione.

    L’aumeto dell’età pensionistica serve solo a far rimanere costante il numero di anni di pensionamento (13 anni) altrimenti questi con l’aumento delle vita media aumenterebbero….

    Rimane cmq il problema del deficit. Il deficit italiano si è creato proprio per le pensioni e la riforma del 69. Prima del 69 la pensione era contributiva (si percepiva tanto quanto si era effettivamente contribuito) mentre dopo per clientelismo politico e l’accorod senz riflettere dei sindacati si è trasformata in retributiva (si percepiva taanto quanto era l’ultimo stipendio medio) senza che perforza essi avessero contribuito nella loro vita.

    Questo sistema a portato in 20 anni il nostro deficit pubblico dal 20% a circa il 90% rispetto al PIL. Tornare indietro adesso è difficile: si è portato con la riforma detta formula 18 la pensione dei dipendenti all’80% dell’ultimo stipendio dei dipendenti a partire dal 2003 ed essa diminuira alla media del 1% all’anno fino ad arrivare a circa 50%.

    Ma come farà un pensionato nel 2030 a vivere con mezzo stipendio (circa 500 euro considerando che uno stipendio è di 1000?).
    Bisonga sapersi creare un pensione privata sfruttando il tfr e tutti gli strumenti finanziari.

    Nei paesi anglosassoni è già così da oltre 60 anni e il sistema funziona, adesso serve solo che la mentalità nostrana si adegui ai nuovi tempi.

  2. Michele RussoNo Gravatar

    Grazie della preziosa analisi Patrizio… tutto quello che dici è vero… ma non credo che si potrà tornare facilmente indietro se le persone non si accolturano e capiscono in che situazione versiamo… la mentalità delle persone oggi è di puro assistenzialismo… tutto è loro dovuto… ti ricordi quando Kennedy pronunciò la frase: “… non chiedetevi quello che l’america può fare ora per voi, ma quello che voi potete fare per l’america” .. fu una frase che in un secondo causò uno switch della mentalità di tutto il popolo americano… i grossi cambiamenti possono avvenire solo sè c’è un cambio globale della mentalità… e questo possiamo farlo solo nel nostro intimo…
    … qualcuno parla di fine del mondo nel 2012: chissà che non possa essere interpretata come uno switch violento e improvviso di questa mentalità parassita?!?
    Grazie del tuo commento!
    E’ veramente tecnicamente ineccepibile!
    Michele

  3. SabinaNo Gravatar

    Molto esauriente il tuo articolo. In Germania l’età pensionabile la voglino portare sia per uomini che per donne ai 79 anni; è anche obbligatorio per tutti da alcuni anni avere una pensione integrativa ma non truffaldina come si è verificato diverse volte nel nostro paese. Credo che mi muoverò molto presto sugli argomenti che proponi sul tuo sito. Grazie della tua competenza professionale C:-)

  4. Michele RussoNo Gravatar

    Grazie Sabina…
    … a quanto pare siamo proprio fritti! :-)
    Pensa che per aprire una ditta individuale si paga 2.500 euro circa di inps all’anno e non importa se
    tu la paghi già con un lavoro dipendente!
    Secondo me sono soldi che non rivedremo mai!
    Cioè noi versiamo i soldi fino a 79 anni ed è molto probabile che saremo già morti prima!
    E’ una questione di probabilità: aumentando l’età pensionabile la voce “costi umani” per l’inps
    viene abbattuta drasticamente!
    Senza parlare degli altri effetti che questo comporta per la società! Prova a pensarci!



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