Come pagare meno tasse senza ricorrere ai Paradisi Fiscali e senza Evadere le tasse

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Come pagare meno tasse senza ricorrere ai Paradisi Fiscali e senza Evadere le tasse

categorycome pagare meno tasse   category Michele Russo

Ci stiamo accorgendo che le tasse stanno consumando il nostro tempo e la nostra vita e se sei qui vuol dire che ti sei stufato di pagare sempre più tasse e vuoi trovare un modo per pagarne di meno.

La cosa più drammatica a cui forse non hai pensato è che le tasse non stanno soltanto consumando il tuo denaro (devi dare sempre più soldi di quello che guadagni allo Stato sottoforma di tasse) ma soprattutto il tuo tempo.

Forse non lo capisci ma se continuerai a leggere capirai questo insidioso aspetto delle tasse.

Le tasse non consumano soltanto il tuo denaro ma consumano anche il tuo tempo.

C’avevi mai pensato?

Questo perchè il denaro è tempo.

Le persone si dividono in due grandi categorie: quelle che vendono il loro tempo per guadagnare denaro e quelle che vendono il loro denaro per guadagnare tempo. Le persone ricche appartengono, fortuna loro, a questa seconda categoria.

Loro hanno tanto tempo perchè non passano la vita a vendere il loro tempo per avere denaro.

Loro fanno il contrario, sanno quanto è prezioso il tempo e comprano volentieri questo prezioso bene con il loro tempo.

Mediamente una persona in un pease industrializzato passa dal 25 al 35 per cento della sua vita a lavorare solo per pagare le tasse.

Questo vuol dire che in ogni giorno lavorativo, due ore del tuo lavoro sono dedicate a produrre soldi da dare allo Stato.

Questo equivale a dire che 3 o 4 mesi all’anno di lavoro servono solo per pagare le tasse.

Questa è una dura sentenza e non credo che le persone consapevoli di questo siano stimolate a fare di più poichè sanno che il loro slancio sarebbe vanificato in termini di benefici personali proprio dalle tasse.

Ma allora come dobbiamo fare?

Ho sentito che molta gente ricorre ai paradisi fiscali, ma questa pratica non è sempre legale e poi non tutti sono disposti a trasferirsi all’estero ma vogliono restare in questa bella Italia.

Il fatto è che con il tempo questa situazione è destinata a peggiorare.

Man mano che il nostro potere di acquisto diminuisce a causa dell’inflazione la tassazione che dovremmo subire sarà ancora maggiore e questo non contribuisce a migliorare la situazione. In questo modo una maggiore percentuale del nostro reddito andrà via sottoforma di tasse e il nostro potere di acquisto diminuirà ulteriormente.

Sembra un gatto che si morde la coda.

Lo Stato deve sostenere tantissime spese sociali e per sostenerle ha bisogno di un gettito fiscale sempre maggiore.

Le spese sanitarie e di sicurezza da sole rappresentano buona parte della spesa sociale di uno Stato e queste spese sono destinate ad aumentare nel tempo.

Ora la classe sociale più penalizzata da questo sistema di tassazione è la classe media ma una volta non era proprio così.

Facendo un salto indietro nella Storia possiamo capire come si sono evolute le tasse.

All’inizio soltanto le persone ricche pagavano le tasse.

Si credeva infatti che siccome i ricchi avevano un reddito maggiore che gli permetteva di vivere negli agi, si potevano permettere di dare una parte di questa eccedenza al governo.

E poichè il governo gli aveva consentito con la sua protezione di guadagnare tanti soldi, in tempi di guerra era normale che i ricchi dovessero “foraggiare” il governo per coprire le spese necessarie per garantire la difesa e per colonizzare altri territori che avrebbero potuto portare ad ulteriori prospettive di arricchimento.

Tutto è cambiato dopo la seconda guerra mondiale.

I governi del mondo scoprono che le tasse potevano essere un utile strumento che poteva essere usato per ricostruire una economia che era stata distrutta dalla guerra.

Il governo quindi iniziò a tassare la classe media: all’inizio gli impiegati venivano tassati soltanto per i guadagni eccedenti il costo medio della vita. Quindi le persone pagavano le tasse solo sui guadagni in più e quello che rimaneva poteva essere speso, risparmiato o investito.

Il Governo incominciò presto ad “armeggiare” con le tasse per studiare sè un piccolo cambiamento nel modo di tassare i redditi delle persone e delle Società potesse provocare un cambiamento nelle abitudini dei componenti della Società stessa.

La cosa interessante è che piccoli cambiamenti delle leggi fiscali erano in grado di determinare grossi cambiamenti nel modo di vivere delle persone e della Società in generale.

Se per esempio il Governo dava incentivi fiscali a chi investiva in una Società si verificava che sempre più persone iniziavano una attività. Se il Governo dava incentivi a chi investiva in petrolio c’erano sempre più persone che investivano in petrolio.

In questo modo le tasse si trasformarono da un semplice strumento di gettito fiscale per lo Stato ad un raffinato strumento di manipolazione Sociale.

Ho scritto questo articolo per farti capire come il Governo usa le tasse e per farti capire che se fai quello che vuole il Governo sei destinato a pagare sempre meno tasse.

Chi genera posti di lavoro paga meno tasse.

Chi attualmente investe in energie rinnovabili è destinato a pagare meno tasse.

Eccetera, eccetera.

Nei prossimi articoli dedicati al “come pagare meno tasse” cercheremo di andare in profondità in questo discorso e di capire concretamente quello che si può fare per pagare meno tasse senza evadere le tasse.

Alla prossima puntata allora: se ti è piaciuto l’articolo sei libero di condividerlo con i tuoi amici.

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2 Commenti a “Come pagare meno tasse senza ricorrere ai Paradisi Fiscali e senza Evadere le tasse”

  1. inesNo Gravatar

    ciao Michele. tutto veramente interessante!!!!!!!!!!!!!

  2. LuciaNo Gravatar

    Ciao Michele, queste cose non le sapevo, ora comprendo quanto lo Stato si sia sempre più approfittato di noi poveri lavoratori che ci spacchiamo la schiena ogni giorno! Era meglio una volta, quando a dover pagare era chi poteva… povera Italia…



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