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Macroeconomia e Crisi Economica Mondiale: prevedere il futuro economico della Cina analizzando il suo Passato? (parte terza)

categorycomunicazione integrata, Fenomeni Economici, storia dell'economiacategoryMichele Russocategory11 luglio 2011

dinastia-han

In questo articolo descriviamo il periodo storico che va dalla caduta dell’Impero dei Qin fino alla nascita della Repubblica Cinese.

Il periodo che prendiamo in considerazione è di più di 2000 anni e quindi sarà difficile fare una trattazione approfondita di tutti gli avvenimenti, ma questo non impedirà di disegnare lo scenario geo-politico con rapide ma decise pennellate per dare alla fine un quadro “cronistorico” abbastanza chiaro.

Iniziamo con quello che è successo dopo la caduta del regno dei Qin.

Ci sono battaglie che scrivono la storia, altre la cambiano per sempre.

Questo è lo slogan che presenta il film di John Wo “La battaglia dei Tre Regni” di cui puoi vedere il Trailer qui sotto:

Nell’ultimo articolo abbiamo narrato la storia del primo imperatore Cinese e abbiamo scoperto tanti avvenimenti i cui contenuti  sono ancora parte integrante  della moderna cultura Cinese.

Il regno di Qin, quello del primo imperatore, finisce dopo pochi anni dalla sua morte, quando l’ordine dell’Impero era stravolto per l’incapacità dei successori di mantenere il potere e l’efficenza organizzativa dell’Impero.

Fu decisiva una rivolta popolare scoppiata nel 209 a.c. nella quale i ribelli comandati dal generale Xiang Yu nel 206 a.C ottennero la resa dell’impero dei Qin.

Liu Bang, un altro comandante dei rivoltosi trasferì la capitale a Chang’An e, nel 206 a.C., si proclamò Imperatore della nuova dinastia Han, assumendo in seguito il nome di Gao Zu.

La dinastia Han governò la Cina dal 202 a.C. al 220 d.C. ben quattro secoli dove diffuse la sua influenza sul Vietnam, l’Asia Centrale, la Mongolia e la Corea.

Durante la dominazione Han, Il Confucianesimo divenne la filosofia ufficiale di stato, l’agricoltura e il commercio prosperarono, tanto che la popolazione raggiunse i 50 milioni di abitanti, di cui tre milioni abitavano la capitale Chang’an, di fatto la più grande metropoli del suo tempo.

Durante la dinastia Han si ebbero grandi progressi intellettuali, letterari, artistici e scientifici. Fu perfezionata la scoperta della Carta tanto da poterla utilizzare quale supporto per la Scrittura e soppiantare così il precedente sistema su Seta o su piccole liste di Bambù.

Durante la dinastia Han, la campagna di espansione verso occidente consentì di rendere più sicura “la  Via della seta“ consolidando le aree del Pamir, ai confini con la Battriana nell’odierno Afghanistan.

Anche il Vietnam settentrionale e la Corea furono invasi dagli eserciti Han.

In questo periodo si sviluppa il sistema di tributi in base al quale stati periferici indipendenti o semi-indipendenti pagano una sorta di omaggio formale di sottomissione alla Cina, inviano doni e stabiliscono sistemi di commercio regolato, in cambio della pace e del riconoscimento della legittimità al governo locale.

Dopo anni di corruzione nella corte degli Han, un pretore dell’impero, Zhang Jiao, decise di porvi fine supportando un nuovo imperatore che avrebbe dato alla Cina e al suo popolo maggior sicurezza e una crescita stabile, questa fu la prima scintilla che portò alla Rivolta dei Turbanti Gialli e alla divisione dell’Impero di Han in 3 Regni come puoi vedere dalla seguente immagine:

tre-regni

Con il termine “la battaglia dei Tre Regni” si intende un periodo lunghissimo (oltre 400 anni) di lotte intestine che determinarono alla fine la riunione della Cina come unica nazione incominciando con il lavoro svolto dalla dinastia Sui (581- 618).

Alla dinastia Sui segue la dinastia Tang che dura dal 618 al 907: la Cina conosce un periodo di pace e prosperità, che favorisce il fiorire di produzioni artistiche.

Dopo la dinastia Tang è la volta della dinastia Yuan che regnò sulla Cina dal 1279 al 1368, dopo essere stata costituita nel 1271 da Kublai Khan.

Kublai Khan era un condottiero mongolo, nipote di Gengis Khan che aveva iniziato l’invasione della Cina con varie incursioni nei territori controllati dalla dinastia Jīn che deteneva il potere sulla parte settentrionale della Cina. Questa invasione culminò con la conquista della capitale Pechino e da qui ebbe inizio la dinastia Yuan.

A questo periodo (1279 al 1366)  risalgono i viaggi di Marco Polo in Cina.

Inizialmente la Cina fa parte dello sterminato Impero Mongolo e Kublai Khan era al tempo stesso sovrano di entrambe le entità territoriali.

Verso la metà del 1300, nella Cina malamente governata dai Mongoli della dinastia Yuan, si determinò una situazione di grave instabilità politica.

Tutto il tessuto produttivo subì un rapido processo di disgregazione e la popolazione, soprattutto quella delle campagne si ridusse grandemente.

Focolai di ribellione scoppiarono in diverse zone del paese finché, in un clima di sommosse, un monaco buddista riuscì ad assumere il potere dando vita alla dinastia Ming che governò il paese dal 1368 al 1644.

I primi imperatori Ming, si impegnarono con notevole successo, sia nel tentativo di dare ai loro vasti domini dei confini sicuri (riducendo il potere mongolo verso Nord, assoggettando la Corea e occupando l’Annam), sia cercando di riordinare amministrativamente l’Impero.

In primo luogo essi cercarono di rivitalizzare l’economia intervenendo soprattutto in favore dell’agricoltura e agevolando lo sviluppo di una piccola e media classe di proprietari terrieri.

Si trattava in parte di misure che ricompensavano tutte quelle classi più povere che avevano appoggiato le rivolte contro i Mongoli. Furono introdotte nuove qualità di riso che davano rese maggiori e, oltre alla coltura del cotone, ebbe allora notevole diffusione quella del sorgo e, successivamente, introdotte dai mercanti europei (spagnoli e portoghesi) quella della patata, del mais e del tabacco.

Nonostante la relativa scarsa attenzione data ai commerci, le esportazioni di tè e di prodotti serici verso l’occidente fecero affluire nel paese notevoli quantitativi di ricchezza. Tuttavia artigiani e commercianti continuarono ad essere sottoposti ad una forte pressione fiscale che non favorì, a lungo andare, gli investimenti produttivi, dirottando le risorse finanziarie nell’acquisto di terre.

Furono proprio i latifondisti, d’altra parte, a costituire il nerbo della struttura di potere Ming e sempre più vasti territori divennero appannaggio dei funzionari e dei più alti burocrati dell’Impero.

Al tempo stesso le masse contadine perdurarono in una condizione di grave miseria e quando, agli inizi del 1600, fu esaurita la spinta all’espansione territoriale, esplosero, alimentate dal diffuso malcontento, grandi rivolte tra le popolazioni delle campagne.

D’altra parte, alla fine del XVI secolo, in conseguenza della sua ritrovata unità politica, il Giappone si impose come potenza militare fortemente aggressiva, in special modo verso le regioni coreane.

Le rinate difficoltà in politica estera e sul fronte militare, una crescente corruzione tra i funzionari di corte, contribuirono ad una progressiva perdita di prestigio dei dinasti Ming e ad un generale indebolimento del loro potere. Scontri di fazioni ed intrighi caratterizzarono l’ultimo periodo della loro dinastia, che si concluse nel 1627.

Il comando passò per un certo tempo nelle mani dei capi delle milizie, finché la famiglia Qing, originaria della Manciuria, riuscì, nel 1644, ad avere la meglio su tutti i contendenti fondando la dinastia Qing.

I mancesi riuscirono ad imporre il loro dominio politico soprattutto grazie ad una eccellente organizzazione burocratico-amministrativa, attraverso una oculata politica commerciale ma anche mantenendo larghi settori della popolazione in uno stato di totale subalternità e di miseria anche culturale.

Tuttavia, se fino al XVII secolo la popolazione della Cina era stata periodicamente decimata da carestie ed epidemie, ora le migliorate condizioni di vita e di sicurezza favorirono un suo rapido incremento e, fino al 1722, anno della scomparsa del grande imperatore Kangxi, la Cina attraversò un periodo di discreta prosperità, di stabilità interna.

Il dominio Manciù finisce nel 1912 con la dimissione dell’imperatore bambino Pu-Yi, la proclamazione del presidente della Repubblica Yuan e la fine della Storia bimillenaria dell’Impero Cinese.

Caro il mio tu che leggi: la storia plurimillenaria della Cina sembra non finire mai e a dirti la verità sono un pò stanco dopo tutte le ricerche e lo studio condotto.

Però sono confortato dal fatto che adesso conosco meglio la storia di una neo-superpotenza e avendo conosciuto tutti gli avvenimenti che nel corso di un periodo di migliaia di anni l’ha portata all’attuale situazione di egemonia economica credo di saper interpretare (e spero che anche hai la mia stessa sensazione) le scelte che questa nazione compirà alla luce dei nuovi avvenimenti e di quello che è la sua Storia.

Nel prossimo articolo, l’ultimo di questa serie cercheremo di conoscere gli avvenimenti più importanti dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese fino ai giorni d’oggi.

Ecco l’elenco degli articoli precedenti a questo qualora ti andasse di rileggerteli:

1 Commento

Macroeconomia e Crisi Economica Mondiale: prevedere il futuro economico della Cina analizzando il suo Passato? (parte seconda)

categorycomunicazione integrata, Fenomeni EconomicicategoryMichele Russocategory4 luglio 2011

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Ciao, continuiamo a raccontare la storia della Cina.

L’altra volta siamo partiti dal neolitico e abbiamo visto i primi insediamenti attorno al Fiume Giallo, i primi avanzamenti tecnologici che hanno permesso un aumento demografico e la formazione delle prime città.

Abbiamo visto le prime dinastie e ci stiamo avvicinando all’anno zero, anno della nascita di Gesù Cristo, dall’altra parte del globo,  nel mediterraneo, l’impero Romano di Occidente inizia la sua campagna di espansione mettendo la prima bandierina anche in Asia.

Oggi conosceremo la storia del primo vero imperatore cinese e della dinastia Qin: te la racconterò attraverso una serie di video che ho trovato “spulciando” Google.

Ti riporto comunque la cronistoria della civiltà Cinese che è utile tenere sempre sotto agli occhi per avere un quadro chiaro della successione degli avvenimenti.

1 Preistoria

1.1 Paleolitico

1.1.1 Paleolitico Inferiore

1.1.2 Paleolitico Superiore

1.2 Neolitico

Prima di avvicinarci al periodo della dinastia Qin (nome già molto vicino alla parola Cina) ti voglio parlare di due periodi molto importanti: il “Periodo della Primavera” e degli Autunni e il “Periodo degli Stati Combattenti“.

In questo articolo arriverò gradualmente a raccontarti la parte secondo me più importante della Storia della Cina, quella della sua nascita come Embrione di quella Civiltà che ancora oggi si sta esprimendo; questo periodo è il più importante e gli avvenimenti che lo hanno determinato hanno riverbero persino nei tempi moderni e caratterizzano il percorso che la Cina moderna sta ancora percorrendo sotto la guida di un leader che come da suo desiderio non è mai morto. ( Continua … )

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Furbo-Marketing: l’Old Brain … l’unico Decision Maker

categorycomunicazione integrata, furbo-marketing, marketing strategicocategoryMichele Russocategory18 giugno 2011

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Ciao …

… nel precedente articolo abbiamo cominciato a conoscere la struttura orizzontale del cervello dividendolo in due emisferi, sinistro e destro, oggi descriviamo il risultato evolutivo dello stesso analizzando le tre parti e le loro funzioni specifiche.

Questo ci aiuterà a conoscere il loro ruolo nel processo decisionale e ad adattarci a questa struttura funzionale per ottenere un impatto comunicativo migliore.

Abbiamo cominciato a dire che il cervello è formato di tre parti, ora incominciamo a conoscerle analizzando nel dettaglio la loro funzione:

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Classifica Forbes ovvero conoscere gli uomini più ricchi del mondo: chi sono e come si sono arricchiti?

categorycomunicazione integrata, Fenomeni Economici, Psicologia della Ricchezza, Strategie di ArricchingcategoryMichele Russocategory13 giugno 2011

Gli uomini più ricchi in Italia: ti sei mai chiesto chi sono?

Ti segnalo un interessante video che la dice lunga su come si sta muovendo la ricchezza nel mondo:

Gli uomini più ricchi del mondo: difficilmente avremo l’opportunità di conoscerli di persona e allora ci può aiutare l’immaginazione.

Questo articolo ti presenta gli uomini più ricchi del mondo e vuole invitarti ad immedesimarti per un momento in loro: cosa penseresti in questo momento se fossi Bill Gates o Warren Buffet?

Questi nomi li conosci perchè hanno fatto la storia dell’economia e sono molto chiacchierati, ma sono convinto che la maggior parte degli uomini più ricchi che ti elencherò in questo articolo non li hai nemmeno sentiti mai nominare.

Conoscerli in questo modo non è il massimo ma sono convinto che ci metterà un pò più in contatto con loro e ti assicuro che questo è già molto gratificante! ( Continua … )

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Kaizen: dalla Toyota una strategia che migliora la nostra vita!

categoryArte della Ricchezza, comunicazione integrata, Ricchezza VeracategoryMichele Russocategory16 maggio 2011

Kaizen è una parola giapponese che definisce una strategia di management che consiste in un “continuo e lento miglioramento”.

Kaizen è la parola che fu originariamente utilizzata per descrivere l’elemento chiave del Sistema di Produzione Toyota col significato di “fare le cose nel modo in cui andrebbero fatte”.

Significa creare un’atmosfera di miglioramento continuo, cambiando il proprio punto di vista e il modo di pensare per fare qualcosa di meglio rispetto a quello che già si fa.

“Continuo e lento miglioramento” è proprio la traduzione letterale della parola “Kaizen“.

Nel mondo delle aziende la parola Kaizen denota il lavorare bene, in maniera più intelligente, non duramente e nello sviluppare delle procedure ottimali per il lavoratore che seguendole non ha più la necessità neanche di pensare  a quello che sta facendo.

Nel campo del miglioramento personale invece con la parola Kaizen si intende un continuo quotidiano miglioramento della propria persona a 360 gradi. ( Continua … )

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Omaggio ad Alessandro Magno: uno dei personaggi storici che ammiro di più

categoryBiografie, comunicazione integratacategoryMichele Russocategory4 aprile 2011

Voglio dedicare questo articolo al mito dei miti: Alessandro Magno.

Alessandro Magno è uno dei personaggi storici che ammiro di più dotato di carisma, capacità comunicativa, entusiasmo, leadership, capacità di visione, ambizione, coraggio.

Con tutti i suoi limiti umani Alessandro Magno è comunque un personaggio ispiratore di forza e coraggio.

Un personaggio che è capace di ispirarci in momenti di sconforto e ci fa ricordare valori umani sempre grandi.

Ho selezionato per Te una serie di Video evocativi della sua figura.

Alessandro Magno: se lo conosci ti innamori.

Razzismo? Per lui non esisteva questa parola, sognava di unire tutti gli uomini di diverse culture in un unico popolo era un uomo un pò eccessivo su certi aspetti ma aveva una grande visione.

C’era nel suo personaggio un gran desiderio di scoprire altre culture e di confrontarsi, una ardente curiosità, l’ambizione di riunire in una sola cultura tutto il meglio dei popoli che via via conosceva.

In lui ammiro la tipologia della sua leadership: un leader sempre in prima linea che guida con l’esempio, contrapposta a quella di Dario di Persia che nelle battaglie rimane sempre molto lontano dalla prima linea e si limita a dare ordini da distante.

Voglio descriverti Alessandro “il grande”  attraverso una serie di video …

Ecco una ricostruzione della mitica battaglia di Gaugamela:

Da questo video puoi capire la forza che era capace di sprigionare quando comunicava:

Eccone un altro:

Eccone un altro ancora:

Alla prossima avvincente storia!

Michele Russo

p.s.: aspetto i tuoi commenti!

p.s.2: mi permetto di suggerirti dei libri particolarmente interessanti che ti aiutano, se vuoi, ad approfondire la figura di Alessandro

p.s.3: se ti vuoi veramente migliorare dovresti dare una occhiata a questo!

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Akio Morita: quello che ha inventato il Walkman

categoryBiografie, comunicazione integrata, Fenomeni EconomicicategoryMichele Russocategory28 marzo 2011

akio-morita-walkman

Akio Morita, insieme a figure di imprenditori come Eiji Toyoda e Soichiro Honda, va sicuramente considerato uno dei più grandi capitani d’industria giapponesi.

Akio Morita nasce il 26 Gennaio 1921 a Nogoya, città industriale del Giappone.

Per gli standard del suo paese, la sua famiglia appartiene al ceto medio agiato e lui è destinato a ereditarne l’attività, che consiste nella produzione del vino di riso (il sake).

Il giovane Morita non mostra però eccessivo interesse per la cosa, e preferisce armeggiare con i gadget elettronici, costruendo tra le altre cose una radio e un giradischi.

Morita continua a coltivare la sua passione anche al college, scegliendo studi di fisica.

Si arruola poi nell’esercito giapponese durante la seconda guerra mondiale, arrivando al grado di tenente.

Dopo la guerra, Morita rifiuta la facile carriera che lo aspetta nella fiorente attiività di famiglia e, nel 1946, se ne va a Tokyo, dove incontra il suo futuro socio Masaru Ibuka.

Grazie a un prestito di 530 dollari, i due avviano un’azienda, la Tokyo Tshushin Kyougu (TTK), la cui sede viene ricavata da un grande magazzino danneggiato dai bombardamenti. ( Continua … )

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Brunetta Allergy: Come sopravvivere nonostante Brunetta!

categorycomunicazione integrata, Fenomeni Economici, lavoro autonomocategoryMichele Russocategory14 marzo 2011

brunetta

E’ si è proprio il caso di dirlo: è finita la pacchia.

E’ l’era dei “Brunetta” e dell’efficientismo e dei tagli dei costi.

Sulle pensioni non si può più far affidamento: diciamo che i fondi pensioni sono da considerarsi alla stregua di una delle tante tasse senza senso che il governo ci impone di pagare.

Sempre più persone sono preoccupate perchè vedono la pensione come un miraggio.

Addio ai baby pensionati.

La soluzione non può essere politica: i conti non tornano perchè troppa gente ha “magnato” per anni.

Troppa gente continua a “magnare” ancora e non so a quanto può servire questo esasperato tentativo di controllare gli sprechi.

Semplicemente prima “magnavano” un pò tutti adesso magnano in pochi ma molto di più.

Il futuro è  dei “lavoratori vecchi”.

Ma è vero che questo futuro non ha spazio per accogliere le nuove generazioni? ( Continua … )

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Eugenio Benetazzo: ovvero come imparare a prevedere lo scenario macroeconomico con realismo e lungimiranza!

categoryBiografie, comunicazione integrata, Fenomeni EconomicicategoryMichele Russocategory24 gennaio 2011

L’articolo di oggi l’ho scritto per farti conoscere un personaggio molto interessante e preparato: Eugenio Benetazzo.

Ho conosciuto per la prima volta Eugenio Benetazzo leggendo il suo libro “Duri e Puri” edito da Macro Edizioni, in cui l’autore profetizzava la crisi imminente del 2008-2009.

In quel periodo era calma piatta e nessuno si aspettava una tale botta!

Mi ricordo come se fosse adesso quando dissi ai miei amici (che andavano tranquilli a divertirsi in discoteca) che stavano arrivando tempi duri, mi risposero: “Ma cosa stai dicendo Michele, qui va tutto alla grande!”.

E’ stato proprio Eugenio Benetazzo in quel periodo ad aprirmi gli occhi perchè di interpretazione degli scenari Macroeconomici non ne capivo niente e non mi volevo impegnare a studiare questa materia.

Erano gli anni della pratica assidua del Trading On Line ed investivo principalmente sul mercato Americano con operazioni di breve-medio termine basandomi solamente sull’analisi tecnica e l’interpretazione dei grafici.

Sentir parlare Eugenio Benetazzo mi fece aprire gli occhi e compresi l’importanza di alzare la testa e guardare il lungo periodo.

Cominciai ad intuire che era molto utile comprendere come si sarebbero mossi i capitali nei prossimi anni perchè solo così potevo prevedere lo scenario futuribile, le prossime mosse, capire dove sarebbero andati i capitali e quali sarebbero state nei prossimi anni le opportunità da sfruttare.

Capire lo scenario macroeconomico futuribile è molto utile: puoi comprendere quali settori vivranno delle difficoltà e sapendolo prima potrai muoverti in anticipo per prendere le dovute precauzioni e sperare di “sfangarla” o addirittura approfittarne traendo dalla situazione degli ottimi vantaggi.

( Continua … )

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Francesco Carlà, Simulmondo e FinanzaWorld

categorycome investire, comunicazione integrata, imparare ad investirecategoryMichele Russocategory17 gennaio 2011

« Era l’estate del 1983 ed ero in una stanza d’albergo al ventesimo piano di un hotel di Londra. Non dormivo perché pensavo ai videogiochi e a come mi suggerissero l’idea di un mondo interattivo, digitale e plastico, videoanimato e intelligente, capace di rispondere ai miei comandi e di reagire. Un mondo per il quale non trovavo una parola. Improvvisamente, come succede in queste cose, il nome di questo mondo mi venne in mente di getto e diventò una parola che, due o tre anni dopo, avrei adottato anche come marchio di fabbrica e, quasi venti anni più tardi, come titolo di un mio libro: Simulmondo. »

Come possiamo definire questo interessante personaggio? Nella sua vita si è occupato di diverse cosette: professore di Università, giornalista, imprenditore nel settore dei videogiochi (Simulmondo) e Esperto di Trading On Line e Investimenti (FinanzaWorld).

Quante cose ancora farà?

Lo conosco poco a livello personale ma lo stimo molto per quello che è riuscito a fare e per la sua competenza in materia di investimenti.

Mi da l’idea di un personaggio che riesce a fiutare i trend e riesce a capire quando è il momento di entrare in scena e di uscire dalla scena.

Questa capacità la ritroviamo anche nel suo modo di fare trading che sfrutta poco l’analisi tecnica, si basa molto sull’analisi della salute della società e sulla previsione dei movimenti del mercato a medio e lungo periodo.

Perchè non ho usato il termine “si basa molto sull’analisi fondamentale?” perchè lui non è uno di quei classici espertoni di Finanza da Harvard University che a vederli sono dei cervelloni ma sono tutto “chiacchiere e distintivo”, lui si mette in gioco in prima persona e lo fa in maniera intelligente.

Perchè dico “in maniera intelligente”?

  • perchè ha trovato una maniera rigorosa ed affidabile di analizzare i mercati senza essere un dotto della finanza;
  • perchè ha il fiuto degli affari;
  • perchè è attento ai movimenti e alle tendenze dei mercati e li sfrutta inserendosi con le proprie conoscenze;
  • perchè ha capito che le persone vogliono imparare ad investire da soli e anche se non ci riescono appieno sono contenti di leggere i contenuti dei suoi servizi e sono disposti a pagare per farlo;
  • perchè per comprendere i mercati ha sfruttato una sua passione (quella della tecnologia intendo) attraverso gli strumenti di Yahoo Finance

Sono convinto che negli anni a venire ci sorprenderà ( Continua … )

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